
L’assessore dell’Urbanistica, Finanze ed Enti Locali, Francesco Spanedda, commenta la sentenza n. 100 del 2026 della Corte costituzionale (già letta come n. 86), che conferma le scelte della Regione Sardegna in materia urbanistica e paesaggistica nell’ambito della propria autonomia speciale.
«Le pronunce delineano un orientamento chiaro – afferma Spanedda –. Viene riconosciuta la legittimità dell’impostazione regionale e delle competenze statutarie, definendo un quadro certo a beneficio di cittadini, Comuni e operatori».
Tra i punti principali, la Corte riconosce la possibilità di includere nella pianificazione urbanistica anche le acque costiere prospicienti il litorale, senza invadere competenze statali. Confermate inoltre le disposizioni su zone umide e piani particolareggiati.
Restano invece escluse alcune norme su semplificazioni amministrative e situazioni pregresse, in particolare in materia di vincolo idrogeologico e sanzioni paesaggistiche.
«Si tratta di aspetti circoscritti – prosegue l’assessore –. La Corte ha chiarito che in materia di procedimenti può intervenire solo lo Stato, ma il quadro complessivo delle competenze regionali resta confermato».
«Le sentenze n. 86 e n. 100 consolidano l’autonomia della Sardegna nel governo del territorio e nella tutela del paesaggio, rafforzando la capacità di pianificazione della Regione», conclude Spanedda.
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