
Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini
«Per tanti anni questo progetto è passato al vaglio di tanti enti, anche troppi. Se in Italia si vogliono fare stadi, bisogna semplificare la burocrazia». Non usa mezzi termini il patron rossoblù Giulini, durante la conferenza stampa convocata per presentare il nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e il neoresponsabile del settore giovanile Massimiliano Canzi.
«La questione – afferma Giulini – ha riempito le pagine dei giornali, ma di ciò si parla da meno di un anno, da quando non c’era più il percorso tecnico degli enti ma un piano finanziario. Oggi non siamo lontani, i tempi che il Comune ha prospettato non sono impossibili da rispettare. Penso che l’amministrazione li rispetterà, ma i ritardi sono normali in questi casi. Abbiamo passato sette anni a rivedere aspetti tecnici, perdere altri due mesi per gli aspetti economici è l’ultimo dei problemi. La conferenza dei servizi ha finalmente approvato il progetto, ora siamo in dirittura d’arrivo ed è normale avere quattro mesi di ritardo».
Presentando il nuovo direttore sportivo, il presidente ha detto: «Accolgo Accardi, che ha avuto lunga esperienza a Empoli con tanti giovani talenti. Mi fa piacere dare il bentornato a Max Canzi in un ruolo nuovo. Sono due figure indispensabili, sperando che il percorso diventi più virtuoso. Teniamo all’unione tra prima squadra e settore giovanile. Mi fa piacere il ritorno di Canzi e il fatto che Accardi abbia scelto di collaborare con Muzzi: è fondamentale inculcare subito il senso di appartenenza, e Canzi e Muzzi sono fondamentali in questo».
Non sono mancate le domande ad Accardi sulle prossime mosse di mercato da parte dello staff rossoblù, che, chiaramente, non si sbilancia. «Le idee sono chiare, ma oggi è inutile parlare di nomi: è molto presto, ci confrontiamo sempre con il mister. Vogliamo alzare il livello della squadra, che ha una buona base di partenza», chiosa Accardi.
Canzi precisa invece di aver avuto «la fortuna di arrivare in un settore giovanile dove è stato fatto un lavoro di altissimo livello. Dobbiamo migliorare nei dettagli, rendendo il settore giovanile più moderno con una linea identitaria definita e precisa. Questo si può fare con una squadra di allenatori che lavorano tutti insieme per la crescita del Cagliari».
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