
foto di gruppo con l’arcivescovo – coordinamento diaspore
La cultura come chiave di lettura dei popoli e delle dinamiche sociali contemporanee, con particolare attenzione al fenomeno delle migrazioni e al confronto tra identità diverse, è il fulcro dell’intervento dell’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, in occasione dell’incontro “Mondo in Sardegna. Indexpo”, organizzato dal Coordinamento delle Diaspore presenti nell’Isola.
Secondo l’arcivescovo, la cultura non può essere considerata un elemento accessorio dell’esperienza umana, ma ne costituisce una componente essenziale. In questa prospettiva, ha sottolineato come la libertà dei popoli sia strettamente legata alla possibilità di conservare, esprimere e sviluppare la propria identità culturale, anche nei contesti di mobilità e migrazione.
Nel suo intervento, Baturi ha richiamato il magistero di Papa Francesco, con particolare riferimento all’idea che i percorsi di accoglienza debbano essere accompagnati dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze culturali, per evitare processi di assimilazione forzata. L’“essere cittadini del mondo” non implica, secondo questa visione, la perdita delle proprie radici, bensì la loro custodia consapevole all’interno di dinamiche di incontro reciproco.
L’arcivescovo ha inoltre citato Giovanni Paolo II, secondo cui ogni nazione è profondamente radicata nella propria cultura e il rispetto della sua libertà passa anche attraverso il riconoscimento del diritto a preservarla e svilupparla nel tempo.
Il confronto tra culture diventa così una forma di “contaminazione” reciproca positiva, a condizione che si fondi su valori condivisi, a partire dal principio della dignità della persona umana.
Il tema è stato infine ricondotto al più ampio dibattito europeo sulle politiche migratorie e sulle recenti evoluzioni normative dell’Unione Europea. Nel corso dell’intervento, l’arcivescovo ha richiamato la preoccupazione espressa dal presidente della COMECE in merito al nuovo regolamento europeo in materia di immigrazione, citando infine anche l’intervento di Papa Leone XIV alle Isole Canarie come contributo alla riflessione ecclesiale e sociale sul fenomeno migratorio.
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