
Anche quest’estate torna “Insieme si può… Solcare il mare”, il progetto promosso dall’associazione Insieme Si Può per offrire alle persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) la possibilità di vivere il mare in sicurezza e condividere momenti di socialità. Un’iniziativa che non si limita a rendere accessibile la spiaggia, ma punta soprattutto a contrastare l’isolamento che spesso accompagna la malattia.
A raccontarne obiettivi e prospettive è Annarosa Podda, cofondatrice e componente del consiglio direttivo dell’associazione.
I risultati raggiunti nelle passate edizioni e l’entusiasmo dei partecipanti hanno consentito al progetto di crescere nel tempo. Grazie alla collaborazione con la Marina Militare, lo scorso anno le attività si sono svolte nello stabilimento del Poetto, dove i pazienti hanno potuto trascorrere giornate al mare affiancati da volontari e operatori.
L’edizione 2026 dovrebbe prendere il via a metà luglio, con l’obiettivo di organizzare uno o due appuntamenti settimanali. Un’opportunità preziosa per consentire ai partecipanti di vivere un’esperienza che, senza un’adeguata rete di sostegno, sarebbe quasi impossibile: entrare in acqua in totale sicurezza.
«Riuscire a far entrare in mare una persona con SLA è una vera impresa», spiega Annarosa Podda. «Da qui nasce anche il nome del progetto: è un obiettivo che riusciamo a raggiungere grazie all’impegno dei volontari, delle famiglie e delle associazioni che collaborano con noi».
Determinante è il contributo della rete territoriale. Accanto all’associazione operano infatti numerosi volontari e realtà del Terzo settore, tra cui la Misericordia di Assemini, che mette a disposizione mezzi e presidi fondamentali per garantire l’assistenza durante le giornate in spiaggia.
Ma “Solcare il mare” non è soltanto un progetto dedicato all’accessibilità. Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto la dimensione umana della relazione e della condivisione.
«La SLA è una malattia molto pesante e spesso porta le persone a chiudersi in casa», osserva Podda. «Noi cerchiamo di creare occasioni di incontro, perché condividere esperienze con chi vive la stessa realtà aiuta ad affrontare il percorso con maggiore serenità».
Il mare diventa così uno spazio di inclusione e di incontro, dove le difficoltà lasciano posto alla condivisione, al confronto e a momenti di leggerezza. Un sostegno prezioso non solo per chi convive con la malattia, ma anche per le famiglie, che trovano nell’esperienza del gruppo un’occasione per sentirsi meno sole.
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