
Uno dei rendering dell’Einstein Telescope | Immagine Istituto Nazionale Fisica Nucleare
Un nuovo tassello nella corsa della Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope. Nel mese di luglio sarà firmato un accordo di collaborazione tra l’Italia, con la Regione Sardegna, e il Land tedesco della Sassonia per favorire lo scambio di competenze, professionalità ed esperienze nell’ambito del grande progetto europeo dedicato allo studio delle onde gravitazionali.
L’annuncio è arrivato durante il convegno organizzato dal gruppo parlamentare europeo The Left nell’auditorium di Sa Manifattura, a Cagliari, dove istituzioni, ricercatori e rappresentanti del progetto hanno fatto il punto sullo stato della candidatura del sito di Sos Enattos, a Lula.
«Stiamo portando avanti la candidatura in piena sintonia con il Governo nazionale – ha dichiarato la presidente della Regione, Alessandra Todde – e l’obiettivo è fare in modo che il progetto venga realizzato in Sardegna. Non si tratta soltanto di una grande infrastruttura di ricerca, ma di un intervento capace di cambiare il volto della Sardegna centrale e dell’intera Isola».
Secondo la governatrice, l’impatto dell’Einstein Telescope andrebbe ben oltre l’ambito scientifico. «Basti pensare al numero di persone che saranno impegnate nella costruzione delle infrastrutture e in tutte le attività collegate. È un progetto che riguarda tutta la Sardegna», ha spiegato, sottolineando anche l’importanza del percorso intrapreso, indipendentemente dall’esito finale della candidatura.
Todde ha ricordato inoltre il prossimo appuntamento di luglio con l’inaugurazione del Sun Lab, considerato un ulteriore passo nel rafforzamento del sistema regionale della ricerca.
Sulla stessa linea il responsabile scientifico di ET Italia, Domenico D’Urso, che si è detto fiducioso sull’esito della competizione europea. «Stiamo lavorando intensamente su più livelli. Oggi abbiamo illustrato lo stato della candidatura e gli effetti concreti che il progetto sta già producendo e potrà produrre in futuro. Abbiamo tutte le carte in regola per vincere la partita».
Per D’Urso, l’Einstein Telescope rappresenta un’occasione strategica per lo sviluppo della Sardegna. «Può diventare un volano per costruire un’idea diversa di futuro, attirando ricercatori e professionalità dall’esterno, ma anche contribuendo a far rientrare chi è partito e a trattenere i giovani che vivono nell’Isola».
Tra gli elementi che rafforzano la candidatura italiana c’è anche il futuro accordo con la Sassonia. «È una partnership fondamentale – ha spiegato – perché consolida la dimensione internazionale di un progetto paneuropeo e amplia la rete di collaborazioni scientifiche».
Resta però aperta la sfida con l’altro grande candidato a ospitare l’infrastruttura: i Paesi Bassi. «L’Olanda è un competitor molto forte, con grande capacità politica, industriale e di attrarre finanziamenti – ha osservato D’Urso –. Dal punto di vista tecnico, però, anche noi possiamo contare su punti di forza di assoluto rilievo».
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