CISL SARDEGNA

Blue Economy, la Sardegna punta sulla nautica: “La vera sfida è investire sulle competenze” L’Isola ha le condizioni per diventare un hub del Mediterraneo. Per la CISL servono formazione, professionalità specializzate e un collegamento più forte tra imprese, università e sistema formativo

(foto ufficio stampa CISL SARDEGNA)

La Sardegna può diventare uno dei principali poli del Mediterraneo per la nautica, la cantieristica e la Blue Economy. Un settore strategico che, secondo la CISL Sardegna, rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico e occupazionale per l’Isola, ma che richiede un investimento prioritario sulle competenze professionali.

I numeri confermano il valore del comparto. Il progetto europeo Interreg BE-STREAM POWER evidenzia come l’economia del mare generi a livello globale oltre 1.500 miliardi di dollari l’anno, con una crescita prevista tra il 5 e il 7%. In Sardegna la Blue Economy produce un valore stimato superiore ai 2,4 miliardi di euro, circa l’8% dell’economia regionale, con oltre 30 mila occupati coinvolti nella filiera.

La nautica da diporto rappresenta uno dei segmenti più rilevanti: l’Isola conta oltre 18 mila posti barca, una forte concentrazione di attività in Gallura e una filiera composta da più di 1.600 imprese tra costruzione, manutenzione e servizi specializzati.

«La nautica non è soltanto turismo, ma una vera filiera industriale capace di creare lavoro qualificato, innovazione e sviluppo – sottolinea il segretario regionale della CISL Sardegna, Mirko Idili –. La sfida principale oggi è costruire le competenze necessarie per accompagnare la crescita del settore».

Le imprese segnalano infatti difficoltà nel reperire figure specializzate come tecnici della vetroresina, saldatori, meccanici navali, elettricisti, operatori del refit, esperti di elettronica di bordo e profili tecnici legati alla digitalizzazione.

«Senza competenze adeguate si rischia di rallentare gli investimenti e perdere opportunità industriali – aggiunge Idili –. La formazione professionale deve diventare una vera politica di sviluppo regionale».

Per la CISL è necessario rafforzare il collegamento tra imprese, ITS Academy, università, formazione professionale e servizi per il lavoro, promuovendo anche nuovi strumenti come le Academy aziendali e di filiera.

Il sindacato valuta positivamente il percorso avviato da ASPAL nell’ambito dei programmi europei Interreg per analizzare i fabbisogni professionali della Blue Economy e auspica che questa esperienza si trasformi in interventi strutturali.

«La Sardegna dispone di un patrimonio unico nel Mediterraneo – conclude Idili –. Investire sulle competenze significa rendere più competitive le imprese, creare occupazione qualificata e offrire nuove opportunità ai giovani. La nautica può essere uno dei motori dello sviluppo dell’Isola nei prossimi decenni».


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