
Favorire l’autonomia personale e sociale delle persone con disabilità attraverso attività concrete, laboratori e occasioni di incontro con il territorio. È questo l’obiettivo di “Aiutami a fare da solo – Connessioni di comunità”, il progetto promosso dal centro psicopedagogico La Casa dei Girasoli, gestito dall’associazione di promozione sociale Spazio Acca.
A raccontare l’iniziativa, il responsabile del Centro Daniele Altieri, la pedagogista Daniela Farina, la psicologa Laura Carta e alcuni dei ragazzi coinvolti nel percorso.
«Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire l’interazione tra i ragazzi con disabilità e il territorio in cui il centro è inserito – spiega Altieri – attraverso un lavoro mirato alla costruzione delle autonomie personali e sociali».
Il percorso si sviluppa attraverso una serie di laboratori educativi, digitali e territoriali, pensati per accompagnare i partecipanti nell’acquisizione di competenze utili nella vita quotidiana.
Il progetto coinvolge un gruppo di ragazzi seguito da un’équipe multidisciplinare composta da pedagogisti, psicologi, neuropsichiatri infantili e altre figure educative. Un lavoro di squadra che punta a offrire strumenti concreti per affrontare con maggiore sicurezza le situazioni della vita di ogni giorno.
«Il nostro obiettivo non è soltanto insegnare un compito – ha spiegato la pedagogista Daniela Farina – ma fornire strumenti che possano essere utilizzati nella quotidianità. Ogni piccolo risultato rappresenta un passo importante verso una maggiore autonomia e una migliore qualità della vita».
Accanto agli aspetti educativi, il progetto dedica particolare attenzione anche alla dimensione emotiva e relazionale. «Lavoriamo sul benessere psicologico, sulla comprensione e sull’espressione delle emozioni, oltre che sulle relazioni con gli altri – ha raccontato la psicologa Laura Carta – perché sviluppare consapevolezza e capacità comunicative è fondamentale nel percorso di crescita».
A raccontare il valore dell’esperienza sono stati anche alcuni dei ragazzi coinvolti nelle attività. Alessia ha spiegato come il progetto aiuti a migliorare l’organizzazione, l’attenzione e la memoria, attraverso esercizi e attività che insegnano a seguire le diverse fasi di un lavoro fino al suo completamento.
Per Anissa, invece, uno degli aspetti più importanti è il lavoro di gruppo: «Impariamo a collaborare, e a chiedere aiuto quando serve». Le uscite sul territorio, dalla biblioteca alle associazioni, rappresentano inoltre momenti preziosi per incontrare nuove persone e rafforzare il rapporto con la comunità.
Anche Aurora ha sottolineato l’importanza del percorso: «Nel progetto impariamo a creare una cartella personale con i lavori che facciamo e le cose che impariamo. Per me è importante perché mi aiuta a sentirmi più sicura e a fare sempre più da sola».
Il progetto, realizzato insieme a Focus Europe e finanziato dalla Fondazione di Sardegna, proseguirà nei prossimi mesi con nuove attività sul territorio di Quartu Sant’Elena. Sono previsti laboratori grafico-pittorici, iniziative in collaborazione con altre associazioni e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie.
Tra le prossime iniziative è prevista anche la partecipazione dei ragazzi a eventi culturali che uniranno musica, danza e socialità, con l’obiettivo di creare ulteriori occasioni di incontro e partecipazione.
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