Vertenze

Ex Alcoa-Portovesme: mobilità in deroga e rilancio del sito. «Serve subito un tavolo con il Governo» I sindacati del Sulcis Iglesiente chiedono risposte. Il 9 luglio assemblea dei lavoratori

Lo stabilimento della Sider Alloys – Foto Regione Sardegna

Resta alta la preoccupazione nel Sulcis Iglesiente per il futuro dei lavoratori dell’ex Alcoa, oggi Sider Alloys.

Da un lato prosegue la vertenza sulla mobilità in deroga, con numerosi lavoratori ancora in attesa delle indennità, dall’altro emerge l’interesse di un gruppo industriale greco a rilevare il sito dell’alluminio primario di Portovesme..

«Abbiamo riconvocato l’assemblea dei lavoratori in mobilità dell’ex Alcoa – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana Renato Tocco, segretario della Uilm Uil del Sulcis Iglesiente – perché i ritardi continuano a pesare su persone che, in molti casi, da gennaio non percepiscono alcun reddito. Sono i lavoratori più fragili e precari della vertenza e non possiamo permettere che rimangano senza sostegno economico. Va riconosciuto che, grazie al lavoro svolto dal Ministero del Lavoro insieme all’assessora regionale Desirè Manca e alla ministra Marina Calderone, è stato autorizzato il pagamento di circa 210 domande. Restano però ancora alcune posizioni da verificare: ci sono lavoratori che nel frattempo hanno avuto contratti a tempo determinato oppure che devono completare alcuni requisiti previsti dalla normativa. L’obiettivo è fare chiarezza e garantire, a chi ne ha diritto, l’accesso alla mobilità in deroga».

L’altro tema riguarda il futuro dello stabilimento di Portovesme.

Esatto. Nei giorni scorsi una società greca ha formalizzato al Ministero il proprio interesse ad acquisire il comparto dell’alluminio primario di Portovesme. È una notizia importante, ma ora servono fatti concreti. Noi chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra il Ministero, l’azienda interessata, la Regione e le organizzazioni sindacali per verificare se esistano realmente le condizioni industriali ed economiche per il rilancio dello stabilimento. Parliamo di questioni fondamentali, come il costo dell’energia e il piano industriale, che devono essere affrontate senza ulteriori rinvii.

Secondo voi il Ministero non sta dando le risposte attese?

È quello che denunciamo da tempo. Il Ministro aveva assicurato che nessun lavoratore sarebbe stato lasciato indietro, ma oggi molte famiglie sono ancora senza prospettive. Se esiste un soggetto industriale interessato a investire, il Ministero ha il dovere di convocare tutte le parti e aprire un confronto serio. Continuare a rinviare significa lasciare il sito fermo, dopo anni nei quali Sider Alloys non è riuscita a rilanciare la produzione e gran parte dei lavoratori è rimasta in cassa integrazione.

Il 9 luglio è stata convocata un’assemblea. Quali saranno i temi al centro dell’incontro?

L’assemblea coinvolgerà i lavoratori di Sider Alloys, della GMS e quelli in mobilità. Faremo il punto sia sulla situazione degli ammortizzatori sociali sia sul possibile ingresso del gruppo greco. Valuteremo insieme le prossime iniziative sindacali, nella speranza che nel frattempo arrivino finalmente risposte concrete dal Ministero.

Qui l’intervista di Radio Kalaritana.


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