
Circa cento alloggi di edilizia residenziale pubblica, oggi vuoti, murati o di risulta, torneranno a disposizione delle famiglie in attesa di una casa popolare. È il primo risultato del monitoraggio avviato dal Comune di Cagliari sul patrimonio Erp insieme ad Area e ai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat, con l’obiettivo di recuperare gli immobili inutilizzati, ridurre i tempi di assegnazione e contrastare le occupazioni abusive.
Le abitazioni, distribuite in diversi quartieri della città – dal centro storico a Sant’Elia, passando per Is Mirrionis, San Michele, Cep e Sant’Avendrace – saranno riassegnate secondo l’ordine delle graduatorie una volta completati gli interventi essenziali di manutenzione.
«È il frutto della ritrovata collaborazione tra Comune e Area, che per anni hanno operato in una situazione di contrapposizione», sottolineano il sindaco Massimo Zedda e l’assessora alle Politiche di gestione e manutenzione del patrimonio Erp, Anna Puddu. «Diritto alla casa e legalità sono due principi inseparabili. È una questione di equità nei confronti di chi aspetta da anni il proprio turno rispettando le regole».
L’amministrazione rivendica una nuova strategia fondata sul controllo costante del patrimonio pubblico e sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini. «Non deve più esistere l’idea che per avere una casa sia necessario ricorrere a un’occupazione abusiva», afferma Puddu. «Oggi il Comune conosce il proprio patrimonio, lo monitora e interviene per restituire rapidamente gli alloggi a chi ne ha diritto. Il nostro obiettivo è eliminare definitivamente il fenomeno delle case murate lasciate vuote per evitare occupazioni».
Per il sindaco Zedda, il recupero degli alloggi rappresenta una risposta concreta a un bisogno abitativo sempre più diffuso. «Il diritto all’abitare riguarda un numero crescente di persone. Oggi a chiedere aiuto sono anche famiglie che fino a pochi anni fa non avrebbero mai immaginato di trovarsi in una situazione di fragilità».
La svolta è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta comunale, che introduce procedure più rapide per la riassegnazione degli alloggi sfitti ma già in possesso dei requisiti minimi di sicurezza, salubrità e abitabilità. Si tratta dei cosiddetti alloggi “di risulta”, che in passato rimanevano inutilizzati anche per lunghi periodi in attesa del completamento di lavori non indispensabili.
L’assegnazione avverrà nel rigoroso rispetto delle graduatorie vigenti e solo dopo l’accettazione dell’immobile da parte degli aventi diritto, che saranno preventivamente informati sulle sue condizioni.
Attualmente la graduatoria definitiva per l’accesso agli alloggi Erp comprende 1.084 richiedenti, ai quali si aggiungono 111 nuclei inseriti nella graduatoria della mobilità. Il patrimonio pubblico cittadino conta complessivamente 5.641 abitazioni: 3.284 sono di proprietà comunale e 2.357 appartengono ad Area.
«La priorità è duplice – osserva l’amministratore unico di Area, Matteo Sestu –: recuperare un patrimonio che per troppo tempo non ha ricevuto gli interventi necessari e dare risposte alle centinaia di famiglie che attendono un’abitazione. Per questo stiamo verificando lo stato degli alloggi liberi, la situazione degli assegnatari e le condizioni degli immobili, così da intervenire rapidamente e ridurre il rischio di nuove occupazioni abusive».
Il monitoraggio proseguirà attraverso l’unità di progetto istituita da Comune e Area, incaricata di verificare costantemente gli immobili sfitti e distinguere quelli immediatamente assegnabili da quelli che richiedono lavori più consistenti. Ai sopralluoghi partecipano anche gli agenti della Polizia locale, mentre il Servizio Politiche sociali e della casa provvederà alla convocazione degli aventi diritto nel rispetto delle graduatorie e delle quote previste tra nuove assegnazioni e mobilità.
La delibera introduce inoltre un sistema di controllo permanente sugli alloggi che si liberano a seguito dei trasferimenti tra case popolari, fissando tempi certi per le riconsegne e per i traslochi e prevedendo misure specifiche per impedire nuove occupazioni abusive. L’obiettivo dell’amministrazione è ridurre al minimo il tempo che intercorre tra la riconsegna di un alloggio e la sua nuova assegnazione, evitando che il patrimonio pubblico resti inutilizzato mentre cresce la domanda di casa.
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