
Dopo i nove incontri territoriali con amministratori locali, ordini professionali e portatori di interesse, il percorso di revisione del Piano Paesaggistico Regionale entra in una nuova fase. L’Assessorato regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica prosegue il confronto con il mondo della pianificazione, dell’architettura e del paesaggio attraverso un incontro con i rappresentanti di INU, INARCH e AIAPP Sardegna.
L’incontro, svoltosi ieri, conferma il metodo scelto dalla Regione per l’aggiornamento del PPR: un percorso partecipato, fondato sul contributo delle competenze tecniche e scientifiche e sul dialogo con chi opera nella pianificazione e nella trasformazione del territorio.
«L’obiettivo è mettere a sistema le competenze maturate nei territori e costruire un Piano capace di rispondere alle sfide della Sardegna di oggi. Cambiamenti climatici, transizione energetica, spopolamento, rigenerazione dei centri storici e governo del territorio richiedono strumenti aggiornati e una visione orientata al futuro. Vogliamo inoltre mettere a disposizione dei Comuni una rete stabile di conoscenze e un quadro normativo più coerente anche con le politiche agricole e forestali», dichiara l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.
Nel corso della riunione è stata ribadita la necessità di evitare una visione esclusivamente conservativa dei centri storici. La tutela del paesaggio deve accompagnarsi alla capacità dei territori di generare sviluppo, cultura e qualità della vita, rafforzando il legame tra aree interne e città.
«La revisione del PPR è una scelta politica prima ancora che tecnica. Vogliamo uno strumento capace di governare i cambiamenti senza arretrare sulla tutela del paesaggio. Difendere il paesaggio non significa musealizzarlo, ma consentirgli di evolversi insieme alle comunità che lo abitano, offrendo ai Comuni regole più chiare, strumenti più efficaci e una pianificazione capace di coniugare identità, sviluppo e qualità della vita», conclude Spanedda.
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