
Due tragedie che hanno coinvolto famiglie e comunità intere in poche ore. Da una parte l’omicidio e il tentato omicidio nel cagliaritano, dall’altra l’assassinio di un diciannovenne a Bari Sardo: fatti su cui le Procure e i carabinieri lavorano per stabilire dinamiche e ragioni.
Alessandro Pintus, 39 anni, ha confessato già nella mattinata di ieri, giovedì 23 luglio, di aver ucciso il fratello Andrea e di aver ferito gravemente la moglie, Michela Rubiu, al momento in rianimazione all’ospedale Brotzu. Pintus, dopo aver confessato, nell’interrogatorio successivo alla presenza del suo legale si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo avrebbe avuto un diverbio con la moglie, prima di estrarre l’arma e sparare alla donna, ferita gravemente alla testa. Salito sulla propria auto, Pintus avrebbe raggiunto il fratello nella casa di Margine Rosso, dove dopo un alterco avrebbe premuto il grilletto tre volte nonostante il tentativo del padre dei due di placare gli animi. Il movente dell’accaduto, nel frattempo, rimane ancora sconosciuto.
Avrebbe invece agito per difendere la sorella il minorenne che sarebbe responsabile dell’accoltellamento di Simone Concas, 19 anni, avvenuto a Bari Sardo nella serata di mercoledì 22 luglio. Concas avrebbe prima investito la ragazza, in compagnia in quel momento anche del fidanzato, per poi tentare la fuga a piedi. Raggiunto dagli altri due ragazzi, secondo una prima ricostruzione, sarebbe nata una collutazione sfociata poi nell’assassinio. A sferrare i fendenti sarebbe stato il minore, trasferito al momento all’interno del carcere minorile di Quartucciu. Alcune risposte potrebbero però arrivare dall’analisi dei telefoni di tutte le persone coinvolte, ma anche dall’autopsia sul corpo di Concas che potrebbe essere disposta nelle prossime ore.
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