Politica

Aree idonee, la Corte Costituzionale boccia ancora la norma ed è scontro politico Per la Giunta riconosciute le prerogative della Regione, ma l'opposizione attacca

È scontro politico sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge regionale sulle aree idonee nella parte in cui dispone la sospensione – fino all’adozione di un regolamento regionale – dei procedimenti autorizzativi di impianti di energia rinnovabile localizzati in aree non qualificate come idonee.

La Consulta ha comunicato la propria sentenza nella giornata di ieri, giovedì 23 luglio. Malgrado l’esito, secondo la Giunta regionale, la sentenza riconosce le competenze regionali sulla pianificazione territoriale. «La Corte afferma con chiarezza un principio di grande rilievo istituzionale: la transizione energetica non può comportare l’integrale assorbimento delle competenze regionali in materia urbanistica, paesaggistica e di governo del territorio», scrive nella propria nota la Regione, aggiungendo che «proseguirà pertanto il percorso di definizione degli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle indicazioni contenute nella pronuncia della Corte e nella piena tutela degli interessi paesaggistici, ambientali e socio-economici della Sardegna». L’opposizione però attacca e parla di sconfitta politica. «La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta una pesante sconfitta politica per la Giunta Todde e il Campo Largo – afferma il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu – Per mesi la maggioranza ha preferito la propaganda al confronto, approvando una legge destinata a essere censurata”, aggiunge l’esponente della minoranza».


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