Raccontare l’accessibilità attraverso le esperienze, le emozioni e le voci di chi la vive ogni giorno. È questo l’obiettivo di “SVeLa”, il documentario nato nell’ambito del progetto “Storie, Voci, Luoghi Accessibili a Quartu Sant’Elena”, promosso da Impatto Teatro in collaborazione con il Comune di Quartu Sant’Elena.
L’opera accompagna e restituisce un percorso iniziato nei mesi scorsi, che ha coinvolto persone con e senza disabilità attraverso laboratori artistici e teatrali culminati nella realizzazione di uno spettacolo itinerante dedicato ai temi dell’inclusione, della partecipazione e dell’accessibilità.
A raccontare il valore del progetto è il direttore artistico Karim Galici, secondo cui “Svela” rappresenta una parte fondamentale dell’intero percorso. «La presenza della videocamera all’interno delle attività quotidiane – spiega – ha consentito di instaurare un rapporto autentico con il gruppo, restituendo allo spettatore non solo le azioni del progetto, ma soprattutto la dimensione umana delle relazioni e delle esperienze vissute».
Un approccio condiviso anche dal regista Alessandro Pulloni: «Svela è nato con l’idea di accompagnare il progetto fin dall’inizio e raccontarne il percorso», spiega, sottolineando come la presenza costante della troupe abbia contribuito a creare un clima di fiducia, favorendo l’emersione delle storie personali dei protagonisti.
Il progetto è sostenuto dal Comune di Quartu Sant’Elena. «La vera ricchezza di questa esperienza è il percorso», afferma l’assessore alle Politiche sociali e generazionali Marco Camboni, che evidenzia il valore della collaborazione tra amministrazione, associazioni e cittadini nella costruzione di comunità più inclusive e partecipate.
Tra le voci protagoniste anche quella di Giuseppe Martini, che individua nel superamento delle barriere — non solo architettoniche, ma soprattutto culturali e sociali — uno dei messaggi centrali del documentario. Un tema ripreso da Massimo Melis, aiuto regista del progetto: «Le testimonianze raccolte e il teatro sono strumenti capaci di generare consapevolezza e stimolare una riflessione sulle difficoltà quotidiane affrontate dalle persone con e senza disabilità».
Dopo la prima fase di realizzazione, il progetto punta ora a raggiungere un pubblico sempre più ampio, anche oltre i confini locali. Per favorire la diffusione internazionale di “Svela” e garantirne una piena accessibilità attraverso sottotitoli in più lingue, è stata avviata una campagna di raccolta fondi.
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