DEVOZIONE

La Madonna della Mercede torna tra le vie di Alghero: fede, comunità e memoria sul mare La tradizionale processione a mare rinnova il legame tra i mercedari e la città: portatori, portatrici e famiglie testimoniano una fede vissuta tra le strade di Alghero, nel segno del servizio, della memoria dei caduti e della solidarietà verso chi perde la vita nel Mediterraneo

La comunità Mercedaria di Alghero ha rinnovato ieri la propria fede con la consueta processione a mare, insieme a istituzioni civili e militari l’intera parrocchia ha portato per le vie della città i due simulacri per poi imbarcarsi per lanciare le corone a mare dedicate ai caduti della guerra e agli immigrati che muoiono nel Mediterraneo. Guidati da Padre Pasquale Agostino e padre Eugenio Caramia – che dal Santuario di Bonaria ha raggiunto i mercedari di Alghero per la festa – portatori e portatrici hanno camminato con immensa fede nelle vie della città.

I portatori sono da sempre simbolo di profonda devozione, ma nella festa di N.S. della Mercede hanno assunto un significato ulteriore.

Fuori da gremi e confraternite raccontano unità, spirito di servizio, desiderio di racconto alla città. E infatti qui siamo non solo portatori ma anche portatrici, devote e forti testimoni di fede e comunità.

Si porta per chiudere un intenso anno di servizio alla comunità parrocchiale, per iniziarne uno importante, per fare un voto, per testimoniare la propria fede, per seminare la propria fede lungo le vie della città, perché è lì che la Madonna esce, non tra le mura della chiesa ma tra le vie del centro immerse nella frenesia turistica. È lì che si chiede al traffico agostano di fermarsi a riflettere e dire che si può andare oltre la superficialità quotidiana. Tutto si ferma di fronte alla Nostra Madre cui si dà precedenza. E la testimonianza è importante, lo racconta il peso del simulacro sotto il sole di agosto. Si abbandona il costume e le ciabatte e si sceglie di rinunciare al mare per raggiungere uno stato di grazia immenso.

Una scelta d’amore per la parrocchia e la comunità, una scelta d’amore per Lei che è rimasta in silenzio sotto la croce fino alla fine. Questo è essere portatrice, è saper dire Sì quando il vento dell’estate soffia altrove, dire sì e dirlo di comunità, di famiglia per rinnovare la propria fede, la propria chiamata. E per la nostra Madre della Mercede si può dire sì in famiglia perché anche i bambini hanno la loro piccola/grande responsabilità. Una Madonnina loro dedicata, simbolo del peregrinare, di quanto abbia saputo farsi piccola per parlare a tutti, viene portata in processione per ricordare quanto la fede possa essere seminata fin dalla tenera età e quanto abbia bisogno di tempo per sbocciare. La pazienza dei piccoli che sanno attendere per meravigliarsi.

Questa è la Festa della Mercede che ha accolto bambini e bambine che senza sconti, sotto il sole, senza ciabatte e pantaloncini, hanno indossato la loro divisa e rispettato il loro impegno alla testimonianza e fatto famiglia. Madri e Padri, figli e figlie hanno testimoniato l’impegno per l’amore che ancora una volta vince su tutto, anche sulla frenesia di Ferragosto nel pieno dell’over tourism.

di Erika Pirina


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