
Una manifestazione della Fit-Cisl
La cancellazione stagionale dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco non può essere considerata, da sola, una politica di sviluppo del trasporto aereo in Sardegna. È la posizione espressa da Claudia Camedda e Gianluca Langiu, segretaria generale e segretario regionale della Fit Cisl, secondo i quali la misura finanziata dalla Regione con 18,2 milioni di euro rischia di trasformare un tema strategico in uno scontro tra favorevoli e contrari.
Per il sindacato, il provvedimento interviene quando la programmazione invernale delle compagnie è già sostanzialmente definita e non prevede impegni vincolanti su rotte, frequenze, posti disponibili e durata dei collegamenti. «Ridurre un costo a carico delle compagnie – spiegano Camedda e Langiu – non significa automaticamente garantire più voli, biglietti meno cari o maggiori opportunità per i cittadini».
La Fit Cisl chiede inoltre chiarezza sugli effetti per i lavoratori del comparto, alle prese con precarietà, carichi di lavoro e condizioni occupazionali che, secondo il sindacato, richiedono interventi strutturali. Le risorse pubbliche, quindi, dovrebbero essere vincolate ad accordi verificabili, con obiettivi precisi sulla capacità offerta, sulla durata delle rotte e sulle ricadute occupazionali.
La Fit sottolinea anche che l’addizionale non viene realmente eliminata, ma trasferita dal passeggero alla fiscalità regionale e quindi sui contribuenti sardi. La riduzione di 6,50 euro, osservano i sindacalisti, non garantisce automaticamente un analogo calo del prezzo del biglietto né l’apertura di nuove rotte.
Particolare attenzione viene chiesta per la continuità territoriale: occorre capire se il beneficio arriverà ai residenti, se cambieranno le compensazioni ai vettori e come sarà evitata la sovrapposizione tra diversi sostegni pubblici.
«La Sardegna ha bisogno di una programmazione pluriennale, di una continuità territoriale adeguata, del potenziamento dei tre aeroporti e di collegamenti garantiti tutto l’anno», concludono Camedda e Langiu. Per la Fit ogni euro pubblico dovrà produrre «tariffe accessibili, voli aggiuntivi, investimenti duraturi e occupazione di qualità».
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