
Confrontarsi sulle esperienze di gestione e valorizzazione delle saline, mettendo in relazione tutela ambientale, storia e attività produttiva. È stato questo il tema dell’incontro in videoconferenza al quale hanno partecipato il presidente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline, Stefano Secci, e il presidente dell’Associazione Parco di Molentargius APS, Vincenzo Tiana, nell’ambito di «Sapore di Sale», la manifestazione che da trent’anni racconta la storia e l’identità di Cervia attraverso il suo legame con la produzione del sale.
L’iniziativa è promossa dalle Saline di Cervia, capofila del Patto delle Città del Sale, rete che riunisce Cervia, il Parco di Molentargius e le saline di Margherita di Savoia e Trapani. Alla conferenza hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Parco della Salina di Cervia Giuseppe Pomicetti e l’amministratore delegato della Salina Conti Vecchi di Assemini, Giuseppe Baglio.
Per Secci, il confronto rappresenta un’occasione per condividere informazioni e buone pratiche sulla gestione di aree di particolare valore ambientale e storico. In questo quadro, Cervia costituisce un modello di riferimento, avendo mantenuto la produzione del sale all’interno di un’area protetta, conciliando attività produttiva e salvaguardia dell’ecosistema.
Il Parco di Molentargius ha portato al tavolo le esperienze maturate attraverso le attività degli ultimi anni, a partire dai lavori previsti dall’Accordo di programma quadro per il ripristino conservativo di canali e argini e per il miglioramento della circolazione delle acque. Interventi che potrebbero creare, previa valutazione della compatibilità ambientale, le condizioni per un eventuale riavvio della produzione del sale a Molentargius.
Un obiettivo che, secondo Tiana, avrebbe anche un forte valore identitario. L’esperienza di Cervia ha infatti rafforzato il legame tra la salina e la comunità locale, dimostrando come questi ambienti possano rappresentare contemporaneamente un patrimonio naturalistico e una parte della storia dei territori.
Particolare attenzione è stata dedicata alla ripresa della produzione a Cervia, tornata quest’anno dopo l’interruzione provocata dalla disastrosa alluvione del 2023. Un’esperienza che, secondo Tiana, dimostra la possibilità di coniugare produzione e tutela e che potrebbe offrire spunti anche per Molentargius.
L’eventuale ripresa della produzione nel compendio cagliaritano dovrebbe comunque avvenire in quantità compatibili con l’ambiente, attraverso una gestione delle acque capace di sostenere al tempo stesso la funzionalità dell’ecosistema, la salvaguardia naturalistica e il recupero del rapporto storico tra la salina, la città e le comunità del territorio.
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