Sanità

Medici di famiglia, Snami pronto allo sciopero: «La sanità territoriale è senza regia» Carenza di medici, incertezza sul futuro delle Case di Comunità e delle Ascot alla base della denuncia

I medici di famiglia dello Snami Sardegna sono pronti a scendere in sciopero e attaccano la gestione della sanità territoriale da parte della Regione. Al centro della protesta ci sono soprattutto la carenza di medici, l’incertezza sul futuro delle Case di Comunità e delle Ascot e, più in generale, quella che il sindacato definisce una «mancanza di regia e di chiarezza».

«Alla domanda che tutti si fanno quotidianamente su cosa oggi manca principalmente alla medicina del territorio, cioè alla medicina di famiglia, alla continuità assistenziale, ex guardia medica, e al 118, ovvero alla medicina dell’emergenza, la risposta è soprattutto la regia e la chiarezza», sostiene lo Snami in una nota.

Secondo il sindacato, la situazione è aggravata dalla carenza di personale. «Siamo in piena emergenza per la carenza di medici e di conseguenza migliaia e migliaia di pazienti sono allo sbando», affermano i rappresentanti dei medici, denunciando una «girandola di soluzioni che non sempre centrano l’obiettivo».

Tra i nodi ancora da chiarire, secondo lo Snami, c’è il ruolo che i medici di medicina generale dovranno avere nelle Case di Comunità. Il sindacato chiede inoltre alla Regione di chiarire se verrà riconosciuto il principio della volontarietà nella partecipazione dei medici alle nuove strutture: «Non si sa se la Regione prenderà atto che è più opportuna la volontarietà dei medici e che l’obbligatorietà farà solo perdere ulteriore personale al comparto».

Un altro punto riguarda le Ascot, gli ambulatori straordinari di comunità territoriali. Lo Snami chiede di sapere se saranno mantenute, eventualmente potenziate con personale di segreteria e strumenti gestionali, oppure soppresse e sostituite con altri servizi. «Non si sa se le Ascot verranno soppresse e se invece non sarà così se verranno potenziate», afferma il sindacato.

A preoccupare i medici è anche il peso della burocrazia. «Non si sa se la parte pubblica voglia veramente deburocratizzare il lavoro dei medici di medicina generale», sottolineano i rappresentanti dello Snami.

L’obiettivo dichiarato è chiedere un cambio di passo nella gestione della medicina territoriale e «dire un basta definitivo alla precaria assistenza sanitaria territoriale in Sardegna priva di regia condivisa».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.