
Tutte le Regioni e le Province autonome hanno espresso parere favorevole al documento di posizione «Crisi della filiera degli imballaggi in plastica. Proposta delle Regioni e delle Province autonome: ventuno azioni a breve termine». Il testo, elaborato dalla Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, coordinata dalla Sardegna attraverso l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, era stato approvato all’unanimità il 7 settembre.
La proposta sarà ora sottoposta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con cui il confronto è aperto dallo scorso 8 luglio. Tra le priorità indicate ci sono tempi certi per il ritiro del materiale lavorato, un piano nazionale per lo smaltimento delle giacenze, la copertura degli oneri straordinari da parte del sistema consortile e una clausola di salvaguardia per evitare che i mancati ritiri penalizzino i Comuni virtuosi nella raccolta differenziata.
Il documento chiede inoltre regole uniformi per gli stoccaggi temporanei, maggiore trasparenza sui quantitativi e sui dati economici, sostegni alle frazioni più in difficoltà, controlli sulla plastica importata e dichiarata riciclata e incentivi all’utilizzo di materie prime seconde.
Particolare attenzione è riservata alle isole. Per i territori privi di impianti di riciclo finale, come la Sardegna, viene chiesta la copertura dei maggiori costi del trasporto marittimo e una soglia minima garantita di ritiro.
«Le Regioni hanno scelto di parlare con una voce sola», sottolinea Laconi, evidenziando che la crisi non nasce dalla raccolta differenziata, ma «dalla carenza di sbocchi per i materiali raccolti, dal rallentamento dei ritiri e dalla debolezza del mercato della plastica riciclata». Secondo l’assessora, gli stoccaggi aggiuntivi non possono diventare una soluzione permanente né i costi essere trasferiti sui Comuni e sui cittadini.
La proposta individua nelle prime quattro azioni la priorità assoluta: termini certi per i ritiri, piano di rientro delle giacenze, responsabilità economica del sistema consortile e tutela dei territori virtuosi.
Al Governo le Regioni chiedono ora decisioni scritte e datate sulle misure più urgenti, la calendarizzazione degli interventi economici e la trasformazione del Tavolo nazionale sulla plastica in un presidio permanente, con riunioni almeno mensili e una roadmap con tempi, responsabili e risorse.
«È in gioco non soltanto la tenuta di una filiera industriale, ma anche la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata», conclude Laconi.
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