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Cagliari, ultima sfida prima della pausa: all’orizzonte c’è l’Udinese Il presidente Giulini intanto interviene sul caso Maldini

Il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane durante il ritiro di Assemini | Foto Facebook/Cagliari Calcio

Altra giornata di lavoro per il Cagliari nella giornata di ieri, martedì 15 settembre. All’orizzonte la sfida contro l’Udinese, fissata per sabato 19 alle 15, l’ultima prima della lunga pausa nazionali a cavallo tra settembre e ottobre. Dopo la vittoria contro l’Atalanta per 1-2, per il Cagliari – quinto a quota 9 punti in classifica – l’impegno sarà ancora una volta in trasferta. I friulani arrivano dalla sconfitta con l’Inter, gara in cui hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà la squadra campione d’Italia.

Attivazione tecnica, a seguire un torneo a più squadre con partitelle giocate ad alta intensità su spazi ridotti: questo il programma seguito dal gruppo guidato da Fabio Pisacane. Gruppo che lavora quasi al completo e che nella giornata di lunedì aveva riaccolto – anche se con una tabella di lavoro specifica rispetto ai compagni per la riatletizzazione – Yael Trepy, che a un mese dall’incidente in piscina che aveva portato a grande preoccupazione per la sua vita ha ottenuto il via libera per il ritorno in campo. Campo in cui si è ritrovato anche Daniel Maldini, malgrado gli ultimi giorni non semplici per il numero 70 rossoblù, a seguito dell’incidente stradale in cui è stato coinvolto nella notte di sabato a Milano e che ha portato al ritiro della sua patente. Nella giornata di ieri, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini si era espresso sul caso, allontanando le polemiche: «Da padre, dico sempre di non prendere la macchina o la moto quando si esce a bere qualcosa. Penso che lo sappia anche Daniel e credo che la prossima volta non commetterà certi errori che possono mettere a rischio l’incolumità sua e di altre persone. Ci lascia invece basiti – ha affermato Giulini ai cronisti prima dell’inizio dell’Assemblea di Lega –  leggere certe notizie come quelle delle scorse ore. Ad oggi, le tracce di stupefacenti mi sembrano più sui giornali che da altre parti, e questo è gravissimo. Crediamo alla buona fede del ragazzo, che giura di non avere assunto sostanze stupefacenti, non andando oltre qualche alcolico, come riscontrato dai valori dell’etilometro. Non sappiamo come siano potute uscire certe notizie: evidentemente, dalla polizia locale o dall’ospedale hanno ritenuto di farle trapelare. Vedremo gli sviluppi».


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