
Superare gli appalti basati prevalentemente sul prezzo più basso e adottare un modello che consideri anche qualità delle cure, efficacia clinica e ricadute sulla vita quotidiana dei pazienti. È la richiesta delle associazioni sarde che rappresentano le persone con diabete, intervenute a Cagliari all’incontro «Sviluppo e diffusione delle linee guida sul Value based procurement nel diabete – Dalla parte dei pazienti».
L’obiettivo è coinvolgere concretamente i pazienti nelle procedure pubbliche di acquisto di dispositivi come microinfusori e sensori per il monitoraggio continuo della glicemia. L’iniziativa, organizzata dall’associazione del Terzo settore Health Engine, ha riunito rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni e della Centrale regionale di committenza per discutere modelli di gara più trasparenti e attenti ai bisogni delle persone.
Il cosiddetto Value based procurement punta infatti a valutare non soltanto il costo iniziale dei dispositivi, ma anche il loro valore complessivo, in termini di risultati clinici, autonomia dei pazienti e sostenibilità nel lungo periodo per il sistema sanitario.
«È fondamentale che la Regione Sardegna garantisca una distribuzione e disponibilità immediata, uniforme ed equa dei dispositivi in tutte le Asl, evitando disparità territoriali», ha dichiarato Teresa Petrangolini, presidente di Health Engine. Nella scelta delle tecnologie, ha aggiunto, occorre considerare anche l’età della persona, distinguendo tra bambini, adulti e anziani, e valutare l’impatto sociale dei dispositivi.
L’attenzione ai costi resta importante, ma non può essere l’unico criterio. «Per una persona diabetica è fondamentale avere un microinfusore e un sensore adeguati e di qualità. Poter controllare il diabete in autonomia, senza dover andare continuamente in ospedale, si traduce in un consistente risparmio per il Sistema sanitario regionale», ha osservato Petrangolini.
Una situazione epidemiologica che richiede risposte
La Sardegna conta quasi 13 mila persone con diabete di tipo 1, tra cui circa 1.400 minori, e oltre 110 mila persone con diabete di tipo 2. L’Isola presenta una delle incidenze più alte al mondo per la forma autoimmune della malattia. Tra i bambini si registrano circa 130 nuove diagnosi, con un’incidenza di 74 casi ogni 100 mila minori, contro una media nazionale indicata tra 15 e 20 casi annui.
Numeri che rafforzano la necessità di un sistema assistenziale integrato, vicino alle famiglie e capace di garantire un accesso equo e tempestivo ai dispositivi.
Francesco Pili, presidente dell’associazione Diabete Zero, ha richiamato le differenze che si verificano tra i territori. «Da quando in Sardegna ci sono più Asl, ciascuna cerca di approvvigionarsi in modo autonomo. Questo si ripercuote sui pazienti, che riescono ad avere i dispositivi in modo continuativo e senza troppe complicazioni a seconda dell’Asl in cui vivono. Per noi è inaccettabile: tutti devono avere le stesse opportunità».
Anche Carlo Cancellieri, referente della Federazione Rete sarda Diabete Odv, ha sottolineato la necessità di ridurre gli ostacoli burocratici. Semplificare i passaggi, ha spiegato, permetterebbe di accelerare l’accesso ai presìdi e di ridurre l’impatto della malattia sulla vita quotidiana, soprattutto per bambini e famiglie.
La prossima gara entro dicembre
Un percorso verso gli acquisti basati sul valore è già stato avviato a livello nazionale. Nel 2025 un gruppo di lavoro coordinato dal Masan, l’Osservatorio sul management degli acquisti e dei contratti in sanità del Centro di ricerche sulla Gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’Università Bocconi, ha elaborato linee guida per l’applicazione del Value based procurement alle tecnologie avanzate per il trattamento del diabete. Al lavoro hanno partecipato diversi portatori d’interesse, tra cui il Patient Advocacy Lab di Altems dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Rete sarda delle associazioni delle persone con diabete.
Ora la prospettiva è avviare una sperimentazione anche nell’Isola. Davide Atzei, referente del settore Dispositivi medici e assistenza territoriale della Direzione generale della Centrale regionale di committenza, ha annunciato che la prossima gara sarà indetta entro dicembre e prevederà una progettazione unica, comprendente diverse tipologie di dispositivi.
A novembre è prevista una consultazione preliminare di mercato aperta agli operatori economici e alle associazioni dei pazienti. I partecipanti potranno compilare un questionario o presentare osservazioni per segnalare criticità, opportunità e possibili miglioramenti rispetto al precedente appalto.
«Questa sarà la prima sperimentazione che faremo in Sardegna come Centrale regionale di committenza e sarà applicata proprio alla gara per i dispositivi diabetologici», ha spiegato Atzei, ricordando anche le attività formative avviate con la Scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano.
La consultazione rappresenterà dunque un primo passaggio per raccogliere le esigenze dei pazienti e orientare la procedura verso criteri che affianchino al contenimento della spesa la qualità dei dispositivi, l’efficacia delle cure e l’equità di accesso.
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