Il report

Sanità, il report Agenas sui tempi d’attesa: dati in chiaroscuro per l’isola Ma la Regione afferma: «Scorretto sostenere che la Sardegna non abbia registrato miglioramenti»

Nuovo bollettino Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato a settembre 2026. Sul fronte delle prime visite specialistiche, la Sardegna resta sotto la soglia critica del 70%, con una percentuale del 64,3% del rispetto dei tempi d’attesa. Dati in peggioramento rispetto allo scorso anno quando la percentuale registrata era superiore al 68%, con gli esami differibili a dare maggiori problematicità.

Migliorano, invece i tempi sugli esami diagnostici, con un rispetto dei tempi del 78%, che fa segnare un +6% rispetto al 2025. In una nota pubblicata nella giornata di ieri, giovedì 22 ottobre, la Regione ha però difeso il suo lavoro. «La Sardegna non è ferma sul fronte delle liste d’attesa. Il confronto tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 mostra miglioramenti nella quasi totalità degli indicatori monitorati», si legge nel comunicato. «Le prime visite specialistiche differibili, per le quali il rispetto dei tempi scende dal 52 al 45%, restano una criticità importante che la Regione non sta però sottovalutando – sostiene la Regione – Gli ultimi mesi, infatti, mostrano segnali di recupero. A settembre 2026 la percentuale ha raggiunto il 50%, cinque punti sopra la media dei primi nove mesi e vicina al livello registrato nel 2025. È quindi scorretto – afferma la Regione – sostenere che la Sardegna non abbia registrato miglioramenti. I dati mostrano un sistema che sta ampliando l’offerta e recuperando terreno su numerose prestazioni, pur mantenendo difficoltà che incidono direttamente sulla possibilità dei cittadini di accedere alle cure».


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