
Si alza il sipario al Teatro Massimo di Cagliari sulla 44ma Stagione de «La Grande Prosa del Cedac», affiancata da quella de «La Grande Danza» e da un’offerta che spazia dalla musica alle nuove forme della scena contemporanea. Un cartellone ampio e articolato, presentato nel corso di una conferenza stampa, che conferma la vocazione multidisciplinare del circuito e punta a coinvolgere pubblici diversi, dagli spettatori più affezionati ai giovani, attraverso linguaggi e proposte capaci di coniugare tradizione e innovazione.
«Sarà una stagione lunga, molto variegata – ha spiegato ai microfoni di Radio Kalaritana la direttrice artistica, Valeria Ciabattoni – un anno ricco di novità, ma anche di graditissimi ritorni in palcoscenico con artisti che non ospitavamo da lungo tempo, come Gabriele Lavia e Milena Vukotic. Sarà anche una stagione multidisciplinare, perché accanto alla prosa abbiamo la danza, la musica con il Jazz Club Network e spettacoli che utilizzano un multilinguaggio, rendendo ancora più interessante e originale l’esperienza teatrale».
Dieci i titoli in programma per la prosa, dal 25 novembre al 9 maggio, tra riletture dei classici e testi contemporanei. A inaugurare la stagione sarà The Opera Locos della compagnia spagnola Yllana, uno spettacolo internazionale che, come sottolinea Ciabattoni, rappresenta una scelta precisa: «Mi piace aprire con effetti speciali, affidandomi a produzioni internazionali. Sono spettacoli facilmente fruibili da un pubblico trasversale, dall’amatore allo spettatore esperto, e capaci di suscitare stupore e interesse anche nelle giovanissime generazioni».
Il cartellone della prosa vedrà protagonisti alcuni tra i nomi più importanti del teatro italiano. Lella Costa si confronterà con Lisistrata di Aristofane, mentre Stefano Accorsi porterà in scena Nessuno/Le avventure di Ulisse. Gabriele Lavia sarà regista e interprete di Dopo la prova di Ingmar Bergman, mentre Milena Vukotic e Giulia Fiume saranno protagoniste de L’inconveniente di Juan Carlos Rubio.
Spazio anche a Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini con Breaking Brecht / Sing’n’Song Cabaret, di Giovanna Gra e Massimo Dapporto e Fabio Troiano con Pirandello Pulp di Edoardo Erba, per la regia di Gioele Dix.
Alessandro Gassmann firma la regia di Stato contro Nolan di Stefano Massini, interpretato da Daniele Russo. Luca Marinelli, al suo debutto con il Cedac, porterà in scena La cosmicomica vita di Q, ispirata alle Cosmicomiche di Italo Calvino. Completano la programmazione Come Mandela di Renato Cubo, con Massimo Wertmüller e Antonio Bannò, per la regia di Anna Piscopo.
La danza, dal 19 dicembre all’11 aprile, propone quattro appuntamenti tra coreografie d’autore e reinterpretazioni dei grandi capolavori del balletto. Si comincia con L.a.v.a., creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten e di Roberto Zappalà.
Per il periodo natalizio torna la fiaba de Lo Schiaccianoci sulle musiche di Čajkovskij, nella versione immaginifica di Mauro Bigonzetti. In cartellone anche Don Quixote del Serbian National Ballet Theatre, con coreografia di Gyula Harangozó, e una Giselle contemporanea, firmata da David Campos, che affronta il tema della violenza contro le donne.
Accanto alla prosa e alla danza, il Cedac rinnova l’attenzione alle nuove forme della scena con tre rassegne. Questioni di Stile ospiterà Mimmo Borrelli con Il Gelo, ispirato a Eduardo De Filippo, e Napucalisse, Marco Baliani con L’ombra perduta di Peter Schlemihl e I Persiani di Eschilo nella mise en scène della compagnia Anagoor.
Il Terzo occhio vedrà invece Mario Tozzi ed Enzo Favata protagonisti di Geografie Mistiche, mentre Babilonia Teatri, tra le compagnie più interessanti del panorama contemporaneo, presenterà Abracadabra. Nella rassegna Pezzi Unici il monologo di Antonio Ornano, Resounding, coreografia di Francesca La Cava, e l’omaggio a Monet di e con Marco Goldin. Completa l’offerta musicale il Jazz Club Network, che coinvolge anche il Jazzino.
La ricchezza del programma si accompagna a una precisa idea di teatro, inteso come luogo di incontro e di riflessione sulla società. «Il pubblico – ha osservato Ciabattoni – vive la società come il teatro vive la società: in qualche modo si rispondono e si rispecchiano. A volte il teatro serve a mettere in evidenza, in maniera più intima, alcuni aspetti della realtà. Cerchiamo di percepire il gusto del pubblico, ma anche di proporre spettacoli che magari autonomamente non andrebbe a cercare, alternando il mainstream alle proposte di nicchia».
Un lavoro che non si esaurisce nei palcoscenici delle principali città dell’Isola. Il Cedac, riconosciuto dal Ministero come circuito multidisciplinare, porta infatti la propria programmazione in oltre trenta comuni della Sardegna, con un’offerta che comprende prosa, danza, musica e circo contemporaneo.
«Per noi sottolinea la direttrice artistica – è un punto d’onore diffondere capillarmente la cultura e lo spettacolo dal vivo, prestando attenzione alle caratteristiche degli spazi e alle richieste delle comunità.L’obiettivo è offrire sempre una qualità altissima delle produzioni nazionali, raggiungendo anche le realtà periferiche».
Un impegno che trova nel Teatro Massimo il suo centro, ma che si estende all’intero territorio, con l’ambizione di consolidare un rapporto sempre più stretto tra palcoscenico e spettatori. «Entrando al Teatro Massimo – conclude Ciabattoni – si avverte un senso di appartenenza, un legame coeso tra la parte artistica, il pubblico e l’organizzazione. Gli spettatori sono tanti e fortunatamente sempre in aumento. Dal 2022 condividiamo con Gets in Sardegna la gestione del teatro e abbiamo posto come obiettivo principale quello di diventare un punto di riferimento per la vita culturale e d’incontro della città di Cagliari e dei centri che le stanno intorno».
Una stagione che, tra grandi interpreti, nuove drammaturgie e contaminazioni artistiche, rinnova dunque la centralità del teatro come spazio di partecipazione, scoperta e crescita culturale, con lo sguardo rivolto a tutta la Sardegna.
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