I dati

Caro carburanti, Cagliari è la città più cara per le famiglie: dalla Regione 25 milioni per le aziende agricole. La dipendenza dall’auto costa 1.078 euro in più all’anno. Dalla pesca all’agricoltura, fino ai servizi sociali, le cooperative denunciano rincari insostenibili

Cagliari è la città metropolitana italiana in cui la dipendenza dall’automobile privata pesa maggiormente sui bilanci familiari. Il costo aggiuntivo raggiunge i 1.078 euro all’anno, quasi il doppio della media nazionale di circa 600 euro. A evidenziarlo è uno studio di Clean Cities, coalizione europea impegnata nella promozione della mobilità urbana sostenibile, che analizza tredici città metropolitane e quantifica quella che definisce «Tassa Petrolifera Locale».

Nelle aree considerate il costo complessivo sfiora i cinque miliardi di euro in dodici mesi. A incidere, secondo la ricerca, sono la carenza di alternative al trasporto pubblico e il rincaro dei carburanti, aggravato dalle crisi internazionali. Per Cagliari pesano soprattutto la bassa densità abitativa dell’area metropolitana e la necessità di utilizzare l’auto per raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi essenziali. Dopo il capoluogo sardo, la classifica vede Reggio Calabria con 800 euro aggiuntivi per famiglia e Bari con 677. Milano si ferma a 508 euro, mentre Roma registra il costo complessivo più elevato, pari a 1,14 miliardi.

Tra marzo e settembre 2026, secondo lo studio, la crisi dello stretto di Hormuz ha contribuito a generare 3,15 miliardi di euro di costi extra nelle città analizzate, equivalenti a 381 euro per famiglia. «La vera tassa sul carburante è anche quella che paghiamo quando non abbiamo alternative all’auto», afferma Claudio Magliulo, direttore di Clean Cities Italia, invocando investimenti in autobus, tram, metropolitane e ferrovie.

In Sardegna, intanto, Confcooperative Nord Sardegna lancia l’allarme sulle conseguenze per le imprese. «Le cooperative di pesca hanno avuto rincari del 100% rispetto a qualche mese fa. Questo è insostenibile», denuncia il presidente Gavino Soggia, chiedendo interventi strutturali.

Le difficoltà coinvolgono anche agricoltura e attività forestali. Francesco Gaias, presidente della Cooperativa Agricola Forestale Pattadese, sottolinea che, mentre gli stipendi restano invariati, le spese aumentano continuamente. Per Gavino Congiu, presidente di Su Pebianu Società Cooperativa Agricola Forestale, i rincari stanno rendendo insostenibile la gestione delle attività.

Pesanti ripercussioni anche sui servizi sociali. Maria Lina Piga, presidente del Consorzio La Sorgente, che rappresenta quattordici cooperative, evidenzia i costi degli spostamenti degli operatori domiciliari: «Stiamo cercando di aiutarli con un riconoscimento chilometrico che nessuno ci rimborsa». A crescere sono anche le spese per energia, riscaldamento e alimenti, con possibili conseguenze sulle rette delle strutture private.

In sofferenza la piccola pesca. Pier Giuseppe Diana, presidente della Cooperativa Pescatori Stintino, e Giuseppina Balzano, della Cooperativa Pescatori Castelsardo, segnalano che il gasolio, arrivato a 1,76 euro al litro, rende sempre meno conveniente uscire in mare. «Le misure tampone non aiutano e sono tardive: il gasolio è già stato pagato e le spese sono già state sostenute», denunciano.

Sul fronte agricolo arriva intanto il via libera della Commissione regionale Attività Produttive allo stanziamento di 25 milioni di euro previsto dalla Giunta per le aziende colpite dal caro gasolio. Il bando, con procedura semplificata, riguarda il periodo dal primo giugno al 31 dicembre 2026. «L’auspicio è di poter vedere impegnate quasi tutte le risorse entro l’anno», afferma il presidente della Commissione Antonio Solinas.

Dalle famiglie alle imprese, il caro carburanti conferma così una doppia emergenza: la dipendenza dall’auto e l’aumento dei costi produttivi. Le cooperative chiedono misure durature per garantire la continuità del lavoro e dei servizi essenziali nell’Isola.


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