
L’ospedale Businco
Dopo la denuncia dei sindacati, sul caso delle nuove sale operatorie dell’ospedale oncologico Businco, parte dell’Arnas Brotzu, è arrivata anche la risposta dell’Azienda sanitaria. Cgil, Cisl e Fials avevano sottolineato in una nota il ritardo nella conclusione degli interventi, prevista per fine giugno scorso, e chiesto l’intervento dell’assessorato regionale della Sanità per avere un cronopogramma sui lavori e un piano per garantire la continuità chirurgica anche in previsione della ristrutturazione della piastra operatoria. Da qui la scelta dell’Arnas di prendere posizione e chiarire l’accaduto degli ultimi mesi.
«L’obiettivo inizialmente previsto nell’ambito del finanziamento PNRR era quello di completare i lavori antisismici (la struttura portante) entro il mese di giugno – si legge nel comunicato dell’Azienda – Tuttavia, in considerazione dell’elevatissima complessità tecnica e tecnologica degli interventi, e del gran caldo della passata estate che, in attuazione delle disposizioni di legge, ha costretto ad interrompere le attività nel cantiere alle ore 12, è stata concessa una proroga fino al 10 agosto. Proroga che ha consentito il raggiungimento dell’obiettivo e la messa in sicurezza del finanziamento PNRR». Un target che entro la nuova data sarebbe stato raggiunto, garantendo così l’erogazione delle risorse previste dal PNRR. Punto nodale, tuttavia, è stata anche la continuità dell’assistenza: «Durante i lavori le attività cliniche e chirurgiche sono proseguite attraverso lo svolgimento delle attività di ginecologia e di chirurgia toracica anche presso l’ospedale San Michele. Tutti i pazienti sono stati regolarmente presi in carico e sono state garantite le prestazioni clinico-assistenziali necessarie, tutelando la continuità e la qualità delle cure». Infine, la promessa, mettendo su bianco nuove tempistiche: «L’impegno della struttura sanitaria – si legge nella nota – resta quello di garantire il completamento degli interventi e ristabilire la piena funzionalità delle sale operatorie e, soprattutto, la continuità e la sicurezza dei percorsi di cura. Questo completamento è previsto per la prossima primavera 2027».
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