
Bovini al pascolo
Si allarga il fronte della dermatite nodulare contagiosa dei bovini nel sud della Sardegna. Dopo il primo caso individuato nei giorni scorsi, altri due focolai sono stati accertati nel territorio del Sarrabus, tra Muravera e Villaputzu, a seguito delle analisi condotte dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo, centro di riferimento nazionale.
Il nuovo aggiornamento del Bollettino epidemiologico veterinario conferma un lieve incremento dei casi: i capi infetti passano da cinque a sette, mentre resta invariato il numero degli animali deceduti, pari a quattro. Nell’area interessata si contano complessivamente 178 bovini, un dato che alimenta l’attenzione e la preoccupazione tra gli operatori del comparto.
A farsi portavoce delle istanze degli allevatori è Cia Agricoltori Sardegna, che chiede un confronto immediato con la Regione. L’organizzazione sollecita la convocazione urgente di un tavolo con associazioni di categoria e soggetti coinvolti, per fare chiarezza sulle misure già adottate e definire le prossime azioni utili a contenere la diffusione del virus.
Il clima tra gli allevatori resta teso. Le nuove segnalazioni arrivano in un momento delicato, dopo una fase di graduale ritorno alla normalità per il settore. Le incertezze sulle conseguenze sanitarie ed economiche dell’epidemia riaccendono timori già vissuti in passato, rendendo necessario un coordinamento stretto tra istituzioni e operatori.
Oltre all’emergenza in corso, Cia richiama l’attenzione anche su un altro fronte critico: quello della bluetongue ovina. L’associazione chiede infatti aggiornamenti sulle strategie di prevenzione previste per il 2026 e sulle procedure per i ristori relativi ai danni subiti lo scorso anno.
La gestione tempestiva dell’emergenza e il dialogo con il territorio appaiono ora decisivi per limitare i rischi e garantire la tenuta di un comparto già messo alla prova.
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