TERAPIE GENICHE

CAR-T e terapie geniche: a Cagliari nuove cure avanzate per tumori del sangue e talassemia Sottotitolo: All’ARNAS Brotzu, l’Ospedale Businco è l’unico centro in Sardegna accreditato per le terapie cellulari innovative: il prof. Caocci racconta come funzionano le CAR-T e i risultati nei pazienti con linfoma e mieloma multiplo

Le terapie CAR-T e le più recenti terapie geniche stanno aprendo nuove prospettive nella cura dei tumori del sangue e di malattie genetiche come la talassemia. All’Ospedale Businco dell’ARNAS Brotzu di Cagliari, unico centro della Sardegna accreditato per l’erogazione di questi trattamenti innovativi, tali terapie sono già una realtà clinica consolidata. Ne parla Giovanni Caocci, direttore della Struttura Complessa di Ematologia e del Centro Trapianti di Midollo Osseo.

Professore, in cosa consiste la terapia CAR-T?

«Le CAR-T rappresentano una delle più innovative opzioni terapeutiche oggi disponibili in ematologia e, in prospettiva, potrebbero trovare applicazione anche in altri ambiti della medicina. Si basano sull’utilizzo del sistema immunitario del paziente per combattere il tumore in modo mirato, consentendo di colpire cellule neoplastiche difficili da trattare con le terapie convenzionali. Nel nostro Centro siamo operativi da febbraio 2025 e, in poco più di un anno, abbiamo trattato circa 15 pazienti, principalmente affetti da linfoma. Da poche settimane abbiamo inoltre avviato i trattamenti per il mieloma multiplo».

Come si svolge il trattamento?

«Il percorso prevede il prelievo dei linfociti T del paziente, che vengono poi modificati in laboratorio affinché siano in grado di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Questa fase di ingegnerizzazione richiede alcune settimane. Una volta reinfuse nell’organismo, le cellule agiscono in modo selettivo contro il tumore.

Le CAR-T vengono impiegate soprattutto nei pazienti che non rispondono alle terapie standard. In circa il 40-50% dei casi si osservano risultati significativi, con remissioni anche durature, sebbene gli esiti possano variare in funzione della patologia e delle condizioni cliniche individuali».

di Maria Chiara Cugusi

L’intervista integrale su Kalaritana Avvenire 


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