I sindacati

Carcere di Uta, allarme della Uil Fp: «Sanità al collasso dopo l’arrivo dei detenuti al 41 bis» Popolazione carceraria da 750 a circa 840 detenuti, gli infermieri effettivamente in servizio sono 22

Una situazione «drammatica, non più gestibile e palesemente fuori norma». È l’allarme lanciato dalla Uil Fp sulle condizioni del servizio sanitario nel carcere di Uta, dopo l’arrivo di 88 detenuti in regime di 41 bis. Il sindacato ha inviato una lettera ai vertici della Sanità regionale e del Consiglio regionale e ai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e della Salute Orazio Schillaci, chiedendo un intervento urgente.

Secondo la Uil Fp, l’arrivo dei nuovi detenuti ha fatto salire rapidamente la popolazione carceraria da circa 750 a 840 persone, distribuite nei sette blocchi e nel Sai, il Servizio di assistenza intensiva-Centro clinico. A fronte dell’aumento, il personale infermieristico sarebbe passato da 28 a 25 unità sulla carta, delle quali soltanto 22 effettivamente in servizio, chiamate a garantire l’assistenza 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Il sindacato denuncia inoltre una grave carenza di operatori socio-sanitari, che sarebbero appena otto. Una situazione che, sostiene la Uil Fp, porta a turni notturni coperti da due infermieri e, in alcuni casi, da un solo Oss per l’intera struttura, con conseguenti doppi turni e carichi di lavoro ritenuti pericolosi. A complicare il quadro ci sarebbero anche episodi di aggressività nei confronti del personale sanitario, comprese aggressioni verbali, insulti, sputi e lancio di oggetti.

Particolarmente critica, secondo il sindacato, la situazione nel blocco destinato al 41 bis, dove mancherebbero arredi, carrelli per la terapia e altri presidi sanitari. La Uil Fp segnala inoltre problemi nella gestione e nell’archiviazione della documentazione sanitaria e denuncia il trasporto manuale dei farmaci.

Nel mirino anche le condizioni logistiche e igienico-sanitarie. Il sindacato riferisce della presenza di sacchi di rifiuti organici nelle aree di passaggio e dell’utilizzo di un unico montacarichi per pasti, rifiuti e trasporto dei detenuti. Una situazione che, secondo la denuncia, avrebbe provocato ritardi anche durante un’emergenza sanitaria.

La Uil Fp chiede quindi l’aumento del personale, incentivi economici, una bonifica sanitaria delle aree interessate dal passaggio dei rifiuti, nuovi arredi e carrelli terapia per il blocco 41 bis e l’installazione di un secondo ascensore, destinato esclusivamente al transito degli utenti.


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