Trasporti

Caro carburante, Aeroitalia al Ministero: «Servono compensazioni o tariffe da rivedere» Domani la compagnia si presenterà all’incontro per chiedere compensazioni di Stato

Il nodo del caro carburante arriva sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Domani Aeroitalia si presenterà all’incontro convocato dal Mit con una posizione netta: l’aumento eccezionale dei costi del jet fuel non può essere assorbito interamente dalle compagnie.

«Non si può pensare che rincari straordinari vengano sostenuti senza meccanismi di riequilibrio», fanno sapere dal vettore, protagonista della continuità territoriale in Sardegna con cinque tratte su sei a tariffe agevolate. La richiesta è chiara: se le norme impediscono aumenti immediati dei biglietti, sia lo Stato a intervenire almeno in parte per compensare l’impennata dei costi.

A pesare è il rincaro del carburante legato alla crisi internazionale e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo da cui passa una quota rilevante del cherosene utilizzato in Europa. Un aumento che, secondo la compagnia, ha «alterato completamente l’equilibrio economico» dei bandi sulla continuità territoriale.

Finora il confronto con il ministro Matteo Salvini non aveva aperto alla possibilità di rincari per i residenti, ma negli ultimi giorni lo scenario sembra cambiato.

«Non riusciremo a bloccare gli aumenti ancora a lungo», ha ammesso il titolare del Mit.

Di diverso avviso la Regione Sardegna, che ribadisce come il decreto ministeriale del 29 marzo non preveda incrementi tariffari a carico dei residenti.

Il quadro normativo è rigido: il Dm 213/2025 consente l’aggiornamento delle tariffe solo a partire dal terzo anno, cioè dal 2029.

Un orizzonte troppo lontano per le compagnie, che denunciano una situazione ormai «non sostenibile».

Tra le ipotesi, anche il ricorso alla risoluzione contrattuale per eccessiva onerosità, pur con l’obbligo di garantire comunque il servizio pubblico.

I margini di intervento restano però limitati.

Il Governo difficilmente si farà carico anche dei costi della continuità aerea, mentre la Regione si dice disponibile a fare la propria parte in un quadro di responsabilità condivisa.

Sul tavolo resta anche l’ipotesi di una revisione anticipata delle tariffe, da definire attraverso un confronto tra ministero, Regione ed Enac.

Un passaggio complesso, legato a parametri tecnici come il prezzo medio del jet fuel e il suo peso sui costi di volo.

L’incontro di domani si preannuncia quindi decisivo, ma non risolutivo.

Tra richieste delle compagnie, vincoli normativi e posizioni politiche, il rischio è quello di uno scontro aperto. Sullo sfondo, la priorità di garantire i collegamenti e tutelare i passeggeri delle isole.


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