
Il caro vita sta allargando la platea delle persone in difficoltà e in Sardegna la rete della Caritas si prepara a fare i conti con una domanda di aiuto sempre più ampia. Non si tratta più soltanto di intercettare situazioni di marginalità estrema o famiglie prive di reddito. L’aumento dei prezzi, dei costi dell’energia e del carburante sta infatti incidendo anche sulla vita di chi un lavoro ce l’ha, ma non riesce più a far fronte con serenità alle spese quotidiane.
A fotografare una situazione che desta preoccupazione è don Marco Statzu, delegato regionale della Caritas Sardegna, intervenuto per analizzare gli effetti della vendita e dei rincari sull’isola. «Sì, infatti ormai la povertà sta assumendo sempre più una dimensione trasversale, non riguarda più soltanto persone che non hanno lavoro o che hanno problematiche sociali importanti, ma anche persone che hanno il lavoro».
Una condizione particolarmente aggravata dai costi della mobilità, pesanti in una regione nella quale gli spostamenti sono spesso affidati all’automobile. «L’aumento che aumenta a dismisura le spese relative al carburante, sappiamo che in Sardegna anche la rete di trasporti pubblici è carente, quindi moltissime persone, la stragrande maggioranza si spostano comunque con l’automobile anche per lavorare», spiega don Statzu. A questo si aggiunge il costo del trasporto delle merci, che nell’isola avviene in larga parte su gomma, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.
di Andrea Pala
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