
Lo stabilimento di Ceramica Mediterranea – foto Regione Sardegna
Un altro fronte aperto, un altro tavolo richiesto al MIMIT per dare risposte a un intero territorio. La Regione Sardegna ha richiesto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di affrontare la crisi di Ceramica Mediterranea, azienda che opera nell’area industriale di Guspini, a Roma per dare risposte agli oltre cento lavoratori diretti e dell’indotto dell’impresa.
«Purtroppo i tavoli aperti sono tanti e nessuno al momento ha trovato soluzione rispetto alla gravità del quadro della Sardegna – sottolinea Emanuele Madeddu, segretario della Filctem Cgil Sardegna sud-occidentale – Abbiamo comunque salutato la richiesta del tavolo positivamente: per prima cosa perché Ceramica Mediterranea è l’unica attività manifatturiera in Sardegna che produce piastrelle. Pensare di affrontare la crisi in Sardegna, specie in una operazione di ricerca di nuovi soci, diventava complesso perché il polo della ceramica si trova storicamente tra Sassuolo e Modena. Per questo abbiamo chiesto che ci fosse anche che ci fosse l’interessamento del Mimit di concerto con la Regione».
Interessamento che sarebbe già arrivato dopo le prime interlocuzioni tra le parti, nonostante Ceramica Mediterranea conti meno di duecento lavoratori – limite oltre il quale il Ministero si occupa delle vertenze – e dovuto all’importanza e alla strategicità dell’azienda che negli ultimi anni ha investito anche nel miglioramento degli impianti in cui si produce grès porcellanato e che, soprattutto, opera in un’area del Guspinese già fortemente in difficoltà. «Siamo di fronte a due ordini di problemi: quello più grave è la crisi finanziaria di Ceramica Mediterranea, che a nostro avviso ha bisogno di nuovi soci, in sostituzione o a sostegno al gruppo imprenditoriale esistente. Serve per questo un’operazione di scouting nelle principali aree di produzione – specifica Madeddu – Ovviamente c’è anche un tema da affrontare in maniera congiunta tra Regione e Governo, a partire dall’energia e all’utilizzo della materia prima. Siamo di fronte a un paradosso perché grandi attività che si sviluppano in Emilia Romagna oggi utilizzano una parte importante di materia prima che arriva dalla Sardegna, mentre Ceramica Mediterranea oggi non ha una propria miniera da cui cavare il materiale».
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