La polemica

Cittadini di Sarroch chiusi in casa per i miasmi provenienti dalla Saras Nel paese cresce la preoccupazione a causa dei forti odori di idrocarburi che si sprigionano dall'impianto. E il sindaco chiede chiarimenti

La raffineria Saras

A Sarroch una forte e persistente puzza di idrocarburi ha creato nelle ultime ore una situazione di pesante disagio, costringendo numerosi cittadini a restare chiusi nelle proprie abitazioni per sfuggire all’aria irrespirabile. Nel corso della giornata i vigili del fuoco sono intervenuti più volte, operando fino a tarda sera nelle vie del centro abitato per monitorare e contenere gli effetti della diffusione dei cattivi odori.

Il giorno successivo all’episodio, dalla Saras non sono arrivate scuse ufficiali alla popolazione per i disagi che hanno coinvolto migliaia di residenti. In una nota, l’azienda ha spiegato che l’origine del problema sarebbe riconducibile a un guasto del sistema di drenaggio automatico di un serbatoio contenente benzina leggera. Una ricostruzione tecnica che, tuttavia, non ha placato le preoccupazioni dei cittadini.

Molti residenti sottolineano infatti come simili episodi si ripetano con una certa regolarità, soprattutto durante la stagione estiva, alimentando tensioni e malcontento diffuso. L’odore acre avvertito in diverse zone del paese ha riportato alla luce una criticità percepita come cronica e ancora irrisolta.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Angelo Dessì, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto: «La situazione non è più tollerabile. Chiediamo una verifica rigorosa e puntuale su impianti e depositi per accertarne lo stato di sicurezza e affidabilità. È inoltre necessario un rafforzamento delle attività di manutenzione per prevenire il ripetersi di eventi simili. Attendiamo ora i dati ufficiali sulle emissioni già richiesti subito dopo l’accaduto».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.