Dal 29 settembre al 19 dicembre

«Cortoindanza Logos»: arte come spazio di ascolto, dialogo con i luoghi e la comunità Prosegue la XIX edizione della rassegna internazionale di danza contemporanea e arte performativa curata da Tersicorea

L’arte come spazio di ascolto, dialogo con i luoghi e la comunità: con questa visione prosegue la XIX edizione di Cortoindanza Logos, rassegna internazionale di danza contemporanea e arte performativa curata da Tersicorea con la direzione artistica di Simonetta Pusceddu. Dopo la stagione estiva, che ha coinvolto 50 artisti internazionali in oltre 25 spettacoli e il bando di scrittura coreografica con sette opere selezionate e presentate tra il T.Off di Cagliari, l’Exma’ e il borgo di Ussaramanna, la manifestazione torna con quattro appuntamenti autunnali e invernali al T.Off – Officina delle arti sceniche e performative, dal 29 settembre al 19 dicembre.

In un periodo segnato da conflitti, tensioni e nuove fratture, Cortoindanza propone l’arte come strumento capace di creare ascolto, relazione e possibilità di confronto. Il festival mette in dialogo linguaggi contemporanei, territori e comunità, trasformando gli spazi della rappresentazione in luoghi di incontro tra culture, paesaggio e persone.

Si parte il 29 settembre alle 21 con «Cosa», progetto working in progress di Nis Fee Brender e Vitus Denifl. Corpo e oggetto, suono e quotidianità entrano in relazione, dando vita a un mondo in cui ciò che appare inanimato si trasforma attraverso il movimento e il suono.

Il 9, 10 e 11 ottobre alle 20.30 sarà la volta di «Adeus», regia e coreografia di Lupa Maimone, produzione Oltrenotte e La Vìspera. Cinque donne affrontano il tema della vecchiaia come esperienza già inscritta nel corpo, attraverso danza, circo, manipolazione di oggetti, maschere e protesi che diventano parte della scena.

Il 14 novembre alle 20.30 andrà in scena «Questo non è amore», di e con Sebastiàn Pastén e Matteo Amoruso della Compagnia Amoruso. Lo spettacolo di teatro di figura racconta una storia di persone e pipe, intrecciando i temi del vizio e del possesso con il viaggio di un uomo e dei personaggi incontrati lungo il suo percorso.

La rassegna si concluderà il 18 e 19 dicembre alle 20.30 con «Blu – a cento passi dal mare», nuova produzione firmata da Simonetta Pusceddu, ideazione, regia e coreografia. Un lavoro autobiografico ed evocativo che intreccia danza, poesia, musica, immagini e ricordi, con il mare e la memoria come elementi centrali.

«Da diciannove anni Cortoindanza lavora per creare in Sardegna connessioni tra persone, territori e culture differenti – spiega Pusceddu –. Oggi questa missione assume un valore ancora più forte». Per la direttrice artistica, l’arte può essere un ponte che non cancella le differenze, ma le rende attraversabili. In questa prospettiva, la Sardegna non è una periferia geografica, ma un centro culturale capace di dialogare con il mondo.

Con le sue residenze creative, le opportunità offerte ai giovani artisti e la rete con i circuiti internazionali della danza contemporanea, Cortoindanza Logos si propone così come un ponte tra Sardegna ed Europa, collegando artisti e territori e facendo della relazione tra corpo, ambiente e comunità uno strumento per interrogare il presente e immaginare un futuro condiviso.


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