L'allarme

Dall’Unione Europea possibili tagli al sociale: l’Italia rischia di perdere l’80% dei fondi dedicati Le preoccupazioni di Marco Espa, presidente di ABC: «Non si tratta soltanto di numeri»

Secondo le prime ipotesi di revisione del bilancio dell’Unione Europea, potrebbero esserci pesanti riduzioni delle risorse destinate al sociale, con conseguenze particolarmente rilevanti per l’Italia.

«Non si tratta di un taglio esplicito deciso dall’Unione Europea – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana Marco Espa, presidente di ABC – ma di una riforma del bilancio. L’attuale Fondo Sociale Europeo, che oggi dispone di risorse dedicate e ben definite, verrebbe inserito in un fondo più ampio e flessibile. Questo significa che le risorse potrebbero essere spostate di volta in volta verso altre priorità individuate dalla Commissione Europea, come ad esempio la difesa o altre emergenze.

Quali potrebbero essere le conseguenze?

Secondo le valutazioni dei tecnici della Commissione, la dotazione complessiva del Fondo Sociale potrebbe scendere dagli attuali 96 miliardi di euro a una cifra compresa tra 63 e 87 miliardi. Per l’Italia lo scenario peggiore sarebbe particolarmente pesante: i finanziamenti destinati al sociale potrebbero passare da quasi 15 miliardi di euro a poco più di 3 miliardi, con una riduzione vicina all’80%.

Quindi non si tratta soltanto di numeri.

Esattamente. Dietro questi fondi ci sono servizi concreti destinati alle persone più fragili: inclusione sociale, disabilità, sostegno alle famiglie, formazione e inserimento lavorativo. Ridurre queste risorse significa mettere a rischio attività essenziali che oggi vengono finanziate proprio grazie al Fondo Sociale Europeo.

Perché si è arrivati a questa proposta?

La logica è quella di rendere il bilancio europeo più flessibile, consentendo alla Commissione di destinare le risorse alle priorità del momento. Il problema è che, in questo modo, il sociale rischia di perdere tutele e di diventare residuale rispetto ad altre emergenze.

C’è ancora spazio per modificare questa impostazione?

Sì, il percorso è ancora aperto. Nei prossimi mesi il Parlamento europeo sarà chiamato a discutere la proposta. Per questo rivolgiamo un appello agli europarlamentari italiani affinché difendano il Fondo Sociale Europeo, mantenendolo autonomo e garantendo che almeno il 25% delle risorse resti vincolato alle politiche di inclusione sociale.

Perché questa battaglia è così importante?

Perché senza risorse dedicate il rischio è che il sociale diventi sempre più debole. L’esperienza dimostra che, quando vengono meno questi finanziamenti, a pagarne il prezzo sono soprattutto le persone più fragili e i servizi costruiti negli anni grazie ai fondi europei.

 

Qui l’intervista a Radio Kalaritana.


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