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Disabilità e inclusione, il progetto Tailored nel Sulcis Iglesiente: «Le politiche vanno costruite con le persone» Presenta a Carbonia la ricerca dedicata alla partecipazione delle persone disabili

Come rendere più inclusive le comunità locali e trasformare i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità in azioni concrete?

È il tema al centro del progetto di ricerca Tailored – «ParTicipation and sociAl incLusion fOr pErsons with Disabilities in municipalities: a CRPD-based approach», i cui risultati sono stati presentati nella sede della Provincia del Sulcis Iglesiente, a Carbonia, alla presenza dei sindaci del territorio e dei consiglieri provinciali. La ricerca è dedicata alla partecipazione e all’inclusione sociale delle persone con disabilità nelle comunità locali e punta a comprendere quanto i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) trovino concreta applicazione nelle politiche e nelle attività degli enti locali.

La ricerca dell’Università di Cagliari

Il progetto è sviluppato dal Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Cagliari, nell’ambito del Dottorato di ricerca in Capacities Building for Global Health.

La ricerca è condotta dalla dottoranda Samantha Pinna, sotto la supervisione della professoressa Federica Sancassiani, all’interno del gruppo coordinato dal professor Mauro Giovanni Carta.

Tailored mette in relazione due prospettive: da una parte quella delle amministrazioni locali, dall’altra l’esperienza diretta delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle associazioni.

L’indagine approfondisce inoltre il rapporto tra inclusione e partecipazione sociale, qualità della vita correlata alla salute e sintomatologia depressiva, con l’obiettivo di fornire agli enti locali elementi utili per individuare punti di forza, criticità e possibili interventi.

Il Sulcis Iglesiente al centro

Particolarmente significativo il coinvolgimento del territorio del Sulcis Iglesiente. Complessivamente, il progetto ha coinvolto oltre 400 partecipanti in 25 Comuni italiani, 24 dei quali in Sardegna.

I dati raccolti rappresentano una base conoscitiva a disposizione delle amministrazioni per riflettere sulle politiche locali e individuare possibili azioni finalizzate a rafforzare accessibilità, autonomia, partecipazione e pari opportunità. «La presentazione di oggi – ha dichiarato Isangela Mascia, consigliera provinciale delegata – ci consegna risultati che non devono rappresentare un punto di arrivo, ma una base concreta da cui partire» Secondo Mascia, il coinvolgimento dei Comuni del territorio offre «l’opportunità di fare del Sulcis Iglesiente un luogo nel quale ricerca scientifica, istituzioni, associazioni e comunità possano lavorare insieme per trasformare i principi della Convenzione ONU in politiche sempre più concrete».

«L’inclusione riguarda tutta l’azione amministrativa»

L’inclusione, ha sottolineato la consigliera provinciale, non può essere considerata un settore separato dell’attività degli enti locali. «Riguarda il modo in cui programmiamo i servizi, rendiamo accessibili gli spazi e le opportunità e, soprattutto, coinvolgiamo le persone nelle decisioni che incidono sulla loro vita», ha spiegato. Da qui la volontà della Provincia di favorire un maggiore coordinamento tra i diversi soggetti del territorio: «Come Provincia vogliamo favorire il dialogo e il coordinamento tra i Comuni, l’Università, il mondo associativo e le persone con disabilità, perché le buone pratiche possano diventare patrimonio dell’intero territorio».

Politiche costruite insieme

Dall’incontro emerge un principio centrale: una comunità realmente inclusiva non può limitarsi a costruire politiche per le persone, ma deve costruirle insieme alle persone. Accessibilità, autonomia, pari opportunità e partecipazione ai processi decisionali rappresentano infatti elementi fondamentali per garantire i diritti delle persone con disabilità, ma anche per contribuire al benessere e alla qualità della vita dell’intera comunità.

Il progetto Tailored punta così a mettere in relazione ricerca scientifica, istituzioni e territorio, offrendo agli amministratori uno strumento per leggere le esigenze delle comunità e trasformare i principi dell’inclusione in interventi concreti.


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