
È morta a 78 anni Emma Bonino, storica leader radicale e una delle figure più riconoscibili della politica italiana. A dare l’annuncio, questa mattina, è stata +Europa: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai». Nel messaggio, il partito la ricorda come «una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero».
Bonino era stata ricoverata il 6 settembre in seguito a una crisi respiratoria. Dopo essere uscita dalla terapia intensiva, ieri era stata trasferita in una struttura privata. La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’ha definita «per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana».
Una vita per i diritti e l’Europa
Esponente storica del Partito Radicale, parlamentare italiana ed europea, commissaria europea e ministra degli Esteri, Bonino ha dedicato decenni alle battaglie per i diritti civili, le libertà individuali e la difesa dei più fragili.
Europeista convinta, sosteneva l’idea di un’Europa unita nelle diversità dei suoi popoli, fondata sulla sussidiarietà e sulla libertà. Ha continuato a difendere le proprie convinzioni anche negli anni segnati dalla malattia e dalla progressiva fragilità fisica.
L’amicizia con Papa Francesco
Anticlericale da sempre, negli ultimi anni aveva stretto un rapporto di amicizia e stima con Papa Francesco, che apprezzava in particolare la sua tenacia nelle battaglie per i diritti dei detenuti.
È rimasta nella memoria la fotografia del 2024 che li ritrae entrambi in carrozzina, sul terrazzo della casa romana della senatrice: Francesco era andato a trovarla a sorpresa per portarle un saluto.
Con la morte di Emma Bonino scompare una voce spesso scomoda, ma sempre riconoscibile e coerente, che per oltre mezzo secolo ha attraversato e segnato la storia politica e civile dell’Italia.
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