Economia

Edilizia, l’allarme della Feneal Uil Sardegna: «Investimenti e salari più alti per il futuro del settore» Tra le principali criticità il ricambio generazionale: l'età media dei lavoratori edili si aggira infatti intorno ai 50 anni

L’edilizia continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia sarda, ma il comparto rischia di perdere slancio con l’esaurirsi degli effetti del Pnrr. A lanciare l’allarme è la Feneal Uil Sardegna, che richiama l’attenzione delle istituzioni e delle associazioni datoriali sulla necessità di programmare nuovi investimenti e rendere il settore più attrattivo per le nuove generazioni.

«Oggi  – ha spiegato ai microfoni di Radio Kalaritana, il segretario generale della Feneal Uil Sardegna, Gianni Olla – viviamo una fase positiva, trainata soprattutto dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza si tratta di una situazione destinata a esaurirsi. Per questo è indispensabile creare fin da ora le condizioni affinché il comparto continui a generare occupazione, ricchezza e sviluppo anche negli anni futuri».

Secondo il sindacato, una delle principali criticità riguarda il ricambio generazionale. L’età media dei lavoratori edili si aggira infatti intorno ai 50 anni e le figure professionali più qualificate sono quasi tutte concentrate nelle fasce anagrafiche più alte. «Il settore fatica a rigenerarsi – osserva Olla – e i giovani scelgono altre strade. Per invertire questa tendenza bisogna rendere il lavoro nell’edilizia più attrattivo».

Accanto alla necessità di investire in infrastrutture, il sindacato indica come priorità il miglioramento delle retribuzioni. «In Sardegna – sottolinea il segretario – la contrattazione integrativa è ferma dal 2007. Questo significa che i lavoratori percepiscono stipendi inferiori rispetto ai colleghi di altre regioni, con differenze che possono variare dai 250 ai 400 euro mensili a parità di mansioni e qualifiche».

Per la Feneal Uil il tema salariale è strettamente collegato alla capacità del comparto di attrarre nuova manodopera. «Le imprese lamentano la difficoltà nel reperire lavoratori qualificati – prosegue Olla – ma occorre creare le condizioni economiche perché i giovani decidano di investire professionalmente in questo settore».

Sul fronte delle iniziative, il sindacato conferma il proprio impegno ai tavoli nazionali e regionali sia per chiedere nuovi investimenti pubblici sia nell’ambito delle trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro. «Ci auguriamo – conclude Olla – che le associazioni datoriali comprendano l’urgenza di valorizzare il lavoro edile. Se non si investe sulle persone, il rischio è che il settore si fermi».

Per la Feneal Uil Sardegna l’edilizia rimane infatti un comparto strategico, soprattutto in una regione segnata dalla progressiva deindustrializzazione. Investire nelle costruzioni significa non solo creare occupazione, ma anche ridurre il divario infrastrutturale dell’Isola, rendendola più competitiva e attrattiva per nuovi investimenti.


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