
Il vertice a Nuoro
La candidatura della Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope ha compiuto un nuovo passo avanti. A Nuoro è stato firmato il Memorandum of Agreement tra le comunità scientifiche della Sardegna e della Lusazia, in Sassonia, che ha rafforzato la collaborazione tra i due territori in corsa per accogliere la grande infrastruttura dedicata allo studio delle onde gravitazionali.
L’accordo ha dato seguito alla dichiarazione di intenti sottoscritta nel gennaio 2026 a Roma, nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, tra la Regione Sardegna e lo Stato libero di Sassonia. A sostenere l’intesa sono state alcune delle principali istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto: l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Istituto nazionale di astrofisica, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’Università tecnica di Dresda e il Karlsruhe Institute of Technology.
Alla firma hanno partecipato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, i sindaci di Nuoro e Lula Emiliano Fenu e Mario Calia, la segretaria di Stato del Ministero della Scienza sassone Heike Graßmann e il sindaco di Ralbitz-Rosenthal Hubertus Rietscher, oltre ai rappresentanti del mondo della ricerca.
All’iniziativa ha preso parte anche la Cisl Sardegna, con il segretario generale Pier Luigi Ledda e la segretaria generale della Cisl Nuoro Maria Luisa Ariu, che hanno ribadito il sostegno del sindacato al progetto legato al sito di Sos Enattos.
«L’Einstein Telescope non è soltanto una grande infrastruttura di ricerca – ha affermato Ledda – ma un progetto capace di cambiare il futuro della Sardegna, attivando investimenti, innovazione, occupazione qualificata e nuove opportunità per i giovani».
Secondo la Cisl, però, la realizzazione dell’opera dovrà essere accompagnata da una strategia di lungo periodo, in grado di trasformare l’investimento scientifico in crescita economica e sociale. «Non basta ospitare un’infrastruttura di eccellenza – ha sottolineato Ariu – bisogna creare le condizioni perché il valore generato resti sul territorio, rafforzando il sistema produttivo e favorendo nuove filiere industriali».
Il sindacato ha chiesto l’attivazione, nell’ambito della Cabina di regia regionale sull’Einstein Telescope, di un tavolo specifico dedicato alle ricadute occupazionali, alla formazione e al coinvolgimento delle imprese sarde.
«Le competenze sono la vera infrastruttura strategica della Sardegna – ha ricordato Ledda – e sarà fondamentale mettere in rete scuole, università, ITS Academy, formazione professionale e aziende per preparare le professionalità necessarie».
La firma dell’accordo con la Sassonia ha rappresentato quindi un ulteriore elemento di forza per la candidatura di Sos Enattos, in una sfida internazionale che potrebbe incidere sul futuro scientifico, economico e occupazionale dell’Isola.
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