
Dal 9 al 25 luglio 2026 l’area archeologica di Nora, a Pula, ospita la 44ma edizione del festival “La Notte dei Poeti”, appuntamento del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, organizzato dal CeDAC Sardegna.
La rassegna, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Pula, con il contributo della Fondazione di Sardegna, propone un cartellone che intreccia teatro, musica, danza e sperimentazione contemporanea nello scenario del sito archeologico affacciato sul mare.
Dieci spettacoli in nove serate compongono il programma dell’edizione 2026, con un percorso che attraversa monologhi teatrali, concerti, performance e installazioni sonore.
L’apertura, il 9 luglio, è affidata ad Ambra Angiolini con “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, un monologo tra ironia e distopia sulla fragilità contemporanea. Il 10 luglio Elena Arvigo porta in scena “Anna della pioggia”, tratto dai testi di Michela Murgia. L’11 luglio è in programma un doppio appuntamento tra danza e musica contemporanea con “Room With View – Outdoor” e “Aéras N.2”, installazione sonora del compositore Gabriele Marangoni.
Il 16 luglio spazio alla musica con “Bent’e Mari”, progetto che unisce la voce di Elena Ledda e il chitarrista brasiliano Roberto Taufic in un dialogo tra Mediterraneo e America Latina. Il 17 luglio Stefano Fresi rende omaggio a Fabrizio De André con “Dell’amore, della guerra e degli ultimi”, mentre il 18 luglio Jacopo Fo è protagonista de “Il Re dei Ciarlatani”, dedicato a Dario Fo.
Il 23 luglio è atteso il concerto del musicista di New Orleans Kevin “Sonny” Gullage. Il 24 luglio Lina Sastri interpreta “Maria Maddalena o della salvezza”, da Marguerite Yourcenar. La chiusura, il 25 luglio, è affidata a “Iliade Open Mic” de Il Terzo Segreto di Satira, rilettura contemporanea e ironica del poema omerico.
Diretto nel sito archeologico di Nora, il festival conferma la propria identità di rassegna capace di unire patrimonio storico e linguaggi contemporanei, trasformando l’area archeologica in un palcoscenico naturale a cielo aperto.
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