
I dati raccolti da Aci e Istat sugli incidenti risalenti al 2025 hanno presentato un quadro in lieve miglioramento anche in Sardegna sul fronte degli incidenti mortali. Il numero di sinistri per il terzo anno è però cresciuto, rimettendo al centro delle discussioni ancora una volta l’importanza di sicurezza e prevenzione. Ai microfoni di Radio Kalaritana è intervenuto sul tema il presidente dell’Aci di Cagliari Antonello Fiori.
«Il costo sociale degli incidenti è alto. La prima causa è la distrazione alla guida – ha affermato Fiori – Sono stati presi anche degli accorgimenti dal legislatore che ha inasprito le pene soprattutto per chi utilizza il telefono in auto. Ma tra le cause ci sono anche le precedenze mancate e la velocità eccessiva». Un fattore soprattutto nelle strade extra urbane dove, precisa Fiori, «Avviene metà degli incidenti stradali mortali in Sardegna».
Sullo sfondo resta l’obiettivo europeo di dimezzare gli incidenti stradali.
«È una sfida che dobbiamo raccogliere tutti quanti – ha proseguito – tutte le organizzazioni, gli enti che sono preposti alla promozione di questo messaggio. Per noi l’educazione stradale deve diventare un principio sociale: bisogna fare spazio al messaggio importante della sicurezza stradale. Tutte le istituzioni promuovono questo messaggio a partire dalla polizia stradale, dai carabinieri, dal nostro governo stesso che comunque sia ha messo mano al codice della strada e sta cercando di attuare delle misure restrittive su quelle che sono le cause di incidentalità e anche noi, come Automobile Club, sia a livello nazionale che regionale mettiamo in campo diverse risorse tra cui i nostri istruttori e i nostri corsi».
Il prossimo 28 ottobre, all’istituto Motzo di Quartu Sant’Elena, un incontro sul tema sarà dedicato ai più giovani. «Ogni anno l’Automobile Club d’Italia e Sara Assicurazioni mettono in campo il Sara Safe Factor, andando nelle scuole – racconta – Al Motzo cercheremo, attraverso i piloti e attraverso il motorsport, di promuovere e veicolare il messaggio della sicurezza che esiste sia nella normale circolazione giornaliera, ma anche nelle nostre competizioni e nell’intero mondo sportivo».
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