La scelta

Igea, via libera alla valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare: censiti 3.840 beni Il documento riguarda edifici e strutture concentrate soprattuttonell'Iglesiente, nell'Arburese e nel Guspinese

La Giunta regionale ha approvato il Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare di Igea S.p.A., la società interamente controllata dalla Regione Sardegna che si occupa della gestione e della messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse dell’Isola.

Il piano riguarda un patrimonio immobiliare di notevoli dimensioni, concentrato soprattutto nelle aree dell’Iglesiente, dell’Arburese e del Guspinese, ereditato nel corso degli anni dalle società minerarie partecipate dell’Ente Minerario Sardo e da successive operazioni di incorporazione e acquisizione.

L’attività di censimento effettuata da Igea ha portato all’individuazione di 3.840 cespiti, tra cui 2.811 terreni e 1.029 fabbricati, distribuiti in 28 comuni della Sardegna. Di questi, 77 immobili sono considerati strategici e funzionali alle attività aziendali.

«Con questo Piano avviamo un percorso virtuoso che consentirà di valorizzare un patrimonio oggi non adeguatamente utilizzato», ha spiegato l’assessore Cani. «L’obiettivo è trasformare questi beni in una risorsa per Igea e per i territori che li ospitano, attraverso la vendita o il trasferimento ad altri soggetti pubblici o privati, generando nuove opportunità. Si tratta di uno strumento fondamentale per restituire valore a immobili e aree che rappresentano una risorsa importante sotto il profilo storico, sociale ed economico».

Il patrimonio comprende una vasta gamma di immobili: edifici storici, impianti minerari e di trattamento, abitazioni, uffici, depositi, magazzini, capannoni industriali, strutture sociali, terreni agricoli, aree edificabili e spazi verdi.

Molti dei beni censiti versano però in condizioni di degrado. Gran parte degli edifici, costruiti oltre sessant’anni fa, necessita di interventi di manutenzione e messa in sicurezza. La situazione comporta non solo rischi per la sicurezza delle persone e dell’ambiente, ma anche una progressiva perdita di valore del patrimonio e il rischio di occupazioni abusive.

Il piano prevede che vengano mantenuti nella disponibilità di Igea soltanto gli immobili indispensabili alle attività aziendali e quelli di particolare interesse culturale, mentre gli altri beni potranno essere trasferiti o ceduti a enti pubblici e soggetti privati.

Tra le novità più rilevanti c’è la realizzazione di un catalogo digitale georeferenziato, che sarà pubblicato online e consultabile liberamente entro il 30 ottobre 2026. Inoltre, entro il 31 dicembre 2026, dovrà essere pubblicato almeno un primo avviso di vendita per la cessione degli immobili non strumentali individuati dal piano.

L’obiettivo della Regione è favorire il recupero e il riutilizzo di un patrimonio storico e immobiliare oggi in gran parte inutilizzato, trasformandolo in un’opportunità di sviluppo per i territori delle ex aree minerarie.


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