Nuovo episodio di tensione nel Centro di permanenza per i rimpatri di Macomer, dove un incendio appiccato all’interno di uno dei blocchi della struttura ha richiesto l’intervento degli operatori di polizia. A denunciare l’accaduto è il Siulp Sardegna, che torna a richiamare l’attenzione sulle condizioni in cui il personale è chiamato a operare.
Secondo il sindacato, il rogo ha creato una situazione di forte pericolo, mettendo a rischio l’incolumità degli agenti e delle persone presenti nel centro. Il Siulp sottolinea come l’episodio assuma un rilievo ancora maggiore considerando che una parte della struttura è già inutilizzabile in seguito a un precedente incendio. Una condizione che, evidenzia l’organizzazione sindacale, riduce gli spazi disponibili e rende più complessa la gestione del Cpr.
Il sindacato attribuisce il mancato aggravarsi della situazione alla prontezza e alla professionalità degli operatori di polizia, impegnati quotidianamente in un servizio caratterizzato da elevata complessità e da continui fattori di rischio. Gli agenti, osserva il Siulp, svolgono il proprio compito con dedizione e nel rispetto della legge, pur dovendo fare i conti con criticità strutturali, organizzative e normative.
Nella nota il Siulp ribadisce che episodi come incendi, atti di violenza e danneggiamenti non possono essere considerati eventi ordinari, poiché rappresentano un concreto pericolo per la sicurezza del personale. Per questo il sindacato rivolge un appello alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo un intervento deciso sulla gestione dei Centri di permanenza per i rimpatri e il superamento di un approccio esclusivamente emergenziale, ritenuto ormai insufficiente ad affrontare le criticità del sistema.
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