
Per la prima volta la parrocchia di Maracalogonis organizza il Grest estivo, secondo il percorso proposto dalla diocesi.
Un’esperienza che coinvolge quasi cento bambini e oltre cinquanta animatori, diventando un’importante occasione di crescita per l’intera comunità. «È la prima volta – dice – il parroco don Nicoilò Praxolu, che proponiamo il Grest nella sua formula tradizionale, secondo il progetto diocesano. Per noi rappresenta un momento importante e molto atteso. Abbiamo coinvolto 54 animatori, tra giovani e adulti, e sono iscritti 95 bambini. A questi si aggiungono 13 piccoli del Mini Grest, dai tre ai cinque anni. Sono numeri che ci riempiono di gioia e che considero un autentico segno di speranza per la nostra comunità».
L’entusiasmo sembra non essere mancato.
Assolutamente. I ragazzi hanno risposto con grande disponibilità e questo ci rende davvero felici. Stiamo preparando questa esperienza da diversi mesi e finalmente siamo riusciti a darle avvio. Abbiamo inaugurato il Grest con una festa e quest’anno abbiamo scelto di proporre una sola settimana di attività. Essendo la prima esperienza, ci è sembrato più prudente iniziare così. La conclusione sarà domenica prossima con la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo alle 19.
Come sono organizzate le giornate?
I bambini arrivano alle otto del mattino e rimangono fino alle quindici. Il tema scelto quest’anno è “BellaFrà”, dedicato a san Francesco d’Assisi. In una sola settimana abbiamo condensato il percorso normalmente sviluppato nell’arco di quattro settimane, adattandolo alle nostre possibilità. È stato un lavoro intenso, ma crediamo che rappresenti un buon punto di partenza.
La partecipazione di tanti animatori e bambini sembra indicare che esisteva un forte desiderio di vivere un’esperienza di questo tipo.
Sì, soprattutto da parte dei giovani. In questi anni abbiamo costruito passo dopo passo un cammino oratoriano. Ogni domenica, dopo la Messa, ci ritroviamo in oratorio con le famiglie: i genitori condividono un momento di fraternità mentre i ragazzi partecipano a giochi, laboratori e attività formative. Durante l’Avvento, la Quaresima e gli altri tempi liturgici abbiamo sempre proposto iniziative dedicate ai bambini. È un percorso che abbiamo avviato fin dal mio arrivo, quasi tre anni fa, e che oggi trova nel Grest una naturale evoluzione.
Che valore assume questa iniziativa per la comunità?
Sono convinto che un oratorio aperto e vivo sia il segno di una comunità viva. Sappiamo di essere circondati da realtà più grandi e meglio strutturate, ma il nostro obiettivo non è fare grandi numeri. Quello che ci interessa è offrire un’esperienza bella, capace di far riscoprire il valore dello stare insieme e dell’essere comunità. Noi mettiamo a disposizione ciò che abbiamo, con semplicità e con amore per il Signore. Il resto lo affidiamo a Lui.

Qui l’intervista a Radio Kalaritana.
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