L'operazione

Maxi blitz dei carabinieri a Orosei: quattro misure cautelari per un presunto giro di permessi di soggiorno irregolari Finora gli investigatori hanno accertato almeno 26 casi di cittadini provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto

Un presunto sistema organizzato per aggirare la normativa sull’immigrazione, attraverso residenze fittizie e documentazione falsa, è stato smantellato dai Carabinieri del Comando provinciale di Nuoro con una vasta operazione scattata all’alba a Orosei.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, i militari hanno eseguito quattro misure cautelari: tre persone sono state condotte in carcere, mentre per un quarto indagato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono gravemente sospettati, a vario titolo, dei reati di favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegale di cittadini extracomunitari nel territorio nazionale, oltre che di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

All’operazione hanno preso parte sette pattuglie dell’Arma e un elicottero. Le perquisizioni hanno permesso di acquisire elementi ritenuti utili alle indagini. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di due immobili a Orosei e di tre conti correnti bancari. Ulteriore documentazione è stata acquisita anche negli uffici della Prefettura di Nuoro.

L’inchiesta, coordinata dall’Autorità giudiziaria e condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Siniscola, era stata avviata nell’aprile del 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe predisposto contratti di locazione e comodato d’uso fittizi, corredati da false dichiarazioni di ospitalità, per consentire a cittadini extracomunitari di ottenere un’iscrizione anagrafica nel Comune di Orosei senza averne i requisiti.

L’iscrizione anagrafica rappresentava il presupposto necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno e per avviare pratiche di ricongiungimento familiare. Finora gli investigatori hanno accertato almeno 26 casi che riguarderebbero cittadini provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto, ma gli accertamenti sono ancora in corso e il numero delle posizioni potrebbe aumentare.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il sodalizio si sarebbe avvalso della collaborazione di due proprietari di immobili di Orosei e di un dipendente di un Caf, oltre al concorso materiale di alcuni dipendenti pubblici, attualmente indagati ma non destinatari di misure cautelari.

Per ogni pratica, gli indagati avrebbero richiesto somme comprese tra 500 e 5.200 euro, spartendosi poi i proventi. Per ostacolare la tracciabilità del denaro, le somme sarebbero transitate attraverso due conti correnti bancari e un conto di gioco online sulla piattaforma Sisal.

L’indagine ha inoltre consentito di fare luce sul possibile movente di un grave attentato intimidatorio avvenuto nella notte del 7 aprile 2025.

Un ordigno rudimentale era esploso davanti all’abitazione del responsabile dell’Area Pianificazione Urbanistica e Suape del Comune di Orosei. Secondo gli investigatori, l’episodio sarebbe collegato a un accertamento tecnico che aveva rilevato un abuso edilizio in uno degli immobili utilizzati per le false dichiarazioni di ospitalità.

La conseguente perdita dell’agibilità dell’edificio avrebbe infatti compromesso il presunto sistema illecito. Restano invece ignoti gli autori materiali dell’attentato, mentre le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.


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