
Una Medea lontana dall’immagine consegnata dalla tradizione classica, più introversa e lunare, segnata dalla solitudine e dall’abbandono. Sarà «Medea killer», produzione Akròama, ad aprire giovedì 5 novembre alle 21 la Stagione di teatro contemporaneo al Teatro delle Saline, in piazzetta Billy Sechi. Lo spettacolo, firmato da Patrizia Filia e Lelio Lecis, sarà replicato anche venerdì 6 novembre alle 21 e sabato 7 novembre alle 19.
La nuova stagione si articola in sette appuntamenti, distribuiti su tre turni: il giovedì (turno A, ore 21), il venerdì (turno B, ore 21) e il sabato (turno C, ore 19).
Al centro dello spettacolo una figura femminile complessa, riletta attraverso una prospettiva originale. Non più l’estroversa nipote del Sole, ma l’introversa figlia della Luna: una donna sola, che ripercorre il primo incontro con Giasone, il tradimento subito e le conseguenze tragiche di una passione scambiata per amore.
Medea è universalmente ricordata per l’uccisione dei propri figli, compiuta per negare a Giasone, che l’aveva abbandonata, una discendenza. Ma la protagonista di «Medea killer» è anche una donna forte e cinica, determinata a esercitare il controllo sulla propria esistenza e a liberarsi di chiunque ostacoli la sua volontà. Una riscrittura del mito che affronta temi quanto mai attuali: l’amore e il suo tradimento, la solitudine, la rabbia, l’ossessione e la sete di vendetta.
Il testo è firmato da Patrizia Filia e Lelio Lecis, che cura anche la regia e la messinscena. In scena Tiziana Martucci.
Completano il gruppo artistico e tecnico Marco Nateri per i costumi, Valentina Enna per lo spazio scenico e Antonella Fiori come assistente alla regia. La sartoria è affidata a Patrizia Etzi e Cinzia Moro; la direzione tecnica a Lele Dentoni, con Nicola Pisano come tecnico. Julia Pirchl è la responsabile di produzione, mentre le fotografie sono di Veronica Lampis. Le musiche sono di Philip Glass e Olivier Casas.
Con questo allestimento il Teatro delle Saline inaugura una stagione che punta sul teatro contemporaneo e sulla rilettura dei grandi personaggi della tradizione, portando sul palcoscenico una Medea capace di interrogare il pubblico su passioni e contraddizioni profondamente umane.
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