Sono bambini e adolescenti spesso invisibili, costretti ad affrontare la perdita di un genitore a causa di un femminicidio o di un crimine domestico. Sono gli orfani speciali, minori che necessitano di un sostegno psicologico, sociale e legale per affrontare le conseguenze della tragedia.
A loro è dedicato il progetto Respiro, acronimo di Rete di sostegno per percorsi di inclusione e resilienza con gli orfani speciali. Da oggi 23 ottobre prende il via un corso di formazione promosso dal Centro Italiano per la Promozione della Mediazione.
A illustrare le attività del progetto, durante la trasmissione radiofonica Voci di Comunità, è stata Susanna Murru, coordinatrice per la Sardegna. «Gli orfani speciali sono i bambini, le bambine, gli adolescenti un po’ invisibili», ha sottolineato, evidenziando la necessità di riconoscere i loro bisogni e garantire interventi tempestivi.
Avviato nel 2021 e finanziato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, Respiro lavora per individuare i minori coinvolti e sviluppare percorsi di assistenza adeguati.
Il progetto opera attraverso due équipe specializzate, composte da psicoterapeuti, psicologi, consulenti legali, educatori e assistenti sociali, che affiancano le istituzioni sia nei casi già conosciuti sia nelle situazioni di emergenza.
Accanto al sostegno, un ruolo centrale è affidato alla prevenzione, anche nelle scuole, attraverso percorsi educativi rivolti a bambini e adolescenti per riconoscere i segnali della violenza e promuovere relazioni basate sul rispetto.
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