
Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano Dop prodotti nella campagna 2024-2025, quasi novemila allevatori coinvolti e 47 caseifici attivi: sono i numeri illustrati a Siamaggiore, durante l’assemblea annuale del Consorzio di tutela. La Sardegna si conferma il cuore della produzione, con il 92% del totale.
Il comparto continua a puntare con decisione sui mercati esteri: il 60% della produzione viene esportato. Gli Stati Uniti restano il principale sbocco commerciale con 131mila quintali, seguiti dall’Unione Europea con quasi 55mila quintali (+2,4%). In crescita anche Regno Unito (+8,6%), Canada (+16%) e Australia (+19,6%).
Sul mercato nazionale prosegue il trend positivo delle vendite nella grande distribuzione, aumentate del 4,3% per il secondo anno consecutivo, per un consumo complessivo stimato in 123mila quintali. Un risultato che, però, non si riflette sul valore del prodotto, in calo secondo il Consorzio.
Tra i temi affrontati durante l’assemblea, particolare attenzione è stata dedicata alla questione dei dazi statunitensi. Dopo l’introduzione, nell’agosto 2025, di un dazio del 15%, successivamente dichiarato illegittimo, resta in vigore una tariffa generale del 10% sulle importazioni. Il Consorzio ha intensificato l’attività istituzionale negli Stati Uniti per ottenere un’esenzione e, sul fronte della tutela del marchio, ha ottenuto dall’Ufficio brevetti americano il riconoscimento dell’incontestabilità del marchio tridimensionale del Pecorino Romano. Proseguono inoltre le azioni contro l’utilizzo improprio della denominazione “Romano” in Centro America.
«I dati confermano la solidità di una filiera che continua a crescere nonostante un contesto internazionale complesso», ha dichiarato il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi. «Il mercato interno ha mantenuto i volumi, ma ha registrato un’ingiustificata diminuzione del valore del prodotto. Continueremo a difendere il Pecorino Romano Dop e il lavoro di migliaia di allevatori e produttori».
Sulla stessa linea il direttore Riccardo Pastore: «Investire nella promozione internazionale significa rafforzare il valore del Pecorino Romano sui mercati esteri e sostenere l’intera filiera».
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