
Non solo i lavori del Consiglio regionale e l’approvazione della legge sul salario minimo, quella di ieri, mercoledì 8 aprile, è stata giornata di lavori anche per la Giunta riunitasi per discutere di diversi temi. Su tutti il Piano paesaggistico regionale e il suo aggiornamento, ma anche il Piano dedicato al contrasto di sovraffollamento dei Pronto soccorso.
Un piano condiviso per aggiornare un testo fondamentale per il presente, oltre che per il futuro dell’isola. Il Piano paesaggistico regionale è tornato al centro del dibattito pubblico e si appresta a farlo ancor di più nei prossimi mesi quando le discussioni verranno portate avanti. La delibera approvata dalla Giunta prevede un percorso di coinvolgimento con i comuni e di confronto con sindacati, associazioni e professionisti. Il lavoro sarà supportato da un Comitato di indirizzo che metterà in collaborazione gli assessorati regionali sul tema e da uno Scientifico composto da esperti e basato su accordi di collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari, per garantire basi tecniche e scientifiche. «Il nostro obiettivo – ha affermato l’assessore regionale all’Urbanistica Fausto Spanedda – è superare l’idea di una pianificazione calata dall’alto, trasformando la tutela del paesaggio in un progetto dinamico e condiviso”, continua l’assessore. “L’esperienza maturata con i progetti di rigenerazione urbana e l’attuazione della Legge regionale n.20 dettano la linea: la tutela dell’ambiente e l’innovazione urbanistica possono e devono viaggiare insieme. Questo primo atto è, in un certo senso, la sintesi di questa visione: una Sardegna che protegge il suo paesaggio e, nel farlo, può generare valore economico e sociale».
Oltre al Ppr, l’attenzione si è rivolta ancora una volta alla sanità. La Regione ha dato via libera al Piano regionale di indirizzi per la gestione del sovraffollamento nei Pronto Soccorso e dei flussi di ricovero. Il piano, secondo quanto affermato da via Roma, è l’ultima tappa al momento di un percorso che ha visto la ripartizione dei fondi 2023-2025 e la dismissione dei medici gettonisti. Diverse le novità introdotte dal piano, tra cui il Bed Management, una regia centrale che avrà responsabilità di coordinamento su trasferimenti, dimissioni e utilizzo della capacità ricettiva, affrontando così il tema dei posti letto. Prevista poi l’istituzione delle Unità di Crisi Aziendali per il Sovraffollamento, che nei momenti di maggiore criticità avranno potere di adottare misure straordinarie (rinforzi di personale, rimodulazione attività, ecc.). Ma tra le corsie dei pronto soccorso potrebbe essere più impattante l’attivazione dei percorsi rapidi e ambulatori dedicati ai casi di bassa complessità per evitare accessi impropri, così come lo sviluppo delle holding polispecialistiche per i pazienti clinicamente stabili in attesa di ricovero o dimissione. Ora saranno le Asl a dover mettere in campo i maggiori sforzi per adottare specifici piani aziendali nel rispetto di quanto previsto. « Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso non si risolve con interventi emergenziali, ma con una riorganizzazione complessiva dei percorsi di cura. Stiamo costruendo una rete più integrata tra ospedale e territorio, capace di garantire risposte tempestive, appropriate e sostenibili ai bisogni di salute dei cittadini sardi”, ha dichiarato la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde».
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