dianoia

San Saturnino, la testimonianza che restituisce nobiltà all’uomo In vista della festa del patrono della Chiesa di Cagliari, monsignor Baturi dedica la sua riflessione settimanale per la rubrica Dianoia al significato del martirio cristiano: una testimonianza di fede che richiama alla libertà, alla verità e all’amore

Il 30 ottobre la Chiesa di Cagliari celebra la festa del suo santo patrono, san Saturnino, un giovane che, secondo la tradizione, sacrificò la propria vita, offrendola per la fede durante le persecuzioni di Diocleziano, nel 304. La memoria dei martiri è una memoria fondamentale. In loro la sequela di Cristo matura nell’imitazione del suo sacrificio, per la gloria di Dio e per il bene degli uomini. L’incontro con Cristo, e la memoria di questo incontro, diventano volontà di assimilarne i pensieri e i sentimenti, di vivere per Lui e come Lui, di lavorare e morire a causa sua, portando sempre il nome di Gesù nella mente, nel cuore e sulle labbra.

In questi tempi abbiamo sempre più bisogno di testimoni nei quali la parola del Vangelo sia resa credibile dalla vita di coloro che la annunciano. È attraverso questa testimonianza che Dio può continuare a offrirsi alla libertà degli uomini anche nel nostro tempo. Non bastano piani pastorali astuti o metodi di comunicazione più elaborati: serve una testimonianza credibile. Solo così l’annuncio del Vangelo può essere davvero l’annuncio di una liberazione, di una trasfigurazione della vita, di un senso capace di raccogliere ogni desiderio. I martiri, quelli di ieri e quelli di oggi, ci aiutano poi a comprendere quale sia la vera nobiltà dell’essere umano.

All’uomo, infatti, non bastano il benessere e la sopravvivenza. Per questo, come è stato osservato, potrebbe bastare anche una tirannia totalitaria. Ma noi non siamo fatti per questo, non possiamo accontentarci della mera sopravvivenza. Siamo fatti per la libertà, siamo fatti per la verità, siamo fatti per l’amore e per la condivisione con gli altri. Fa pensare che Papa Leone XIV, rivolgendosi ai giovani di Madrid, abbia affidato loro proprio questa missione: «Essere umani. Sì, siate umani!». Non apparenze, dunque, ma persone autentiche, volti affidabili, capaci di condividere con gli altri il gusto della vita. È questa, ricordava ancora il Papa, la virtù che più di tutte cambia la storia.

E noi possiamo cambiare la storia con l’amore. Come? Vivendo la vita nella sua pienezza, essendo umani, non nascondendo la verità per cui viviamo e ciò in cui crediamo, rendendo concreto l’amore solidale verso gli altri. Davvero il martire restituisce all’essere umano la sua nobiltà. Questo è particolarmente importante in un tempo segnato dal relativismo, nel quale sembra che tutto sia uguale o che la massima aspirazione dell’uomo sia quella di sopravvivere senza grandi problemi, perseguendo il maggior livello possibile di benessere.

San Saturnino ci affida una grande consegna, senza la quale non è possibile neppure una vera socialità. È per questo che i martiri, apparentemente sconfitti dalla storia, diventano poi coloro che illuminano la convivenza sociale. Senza questa ragione più grande dell’esistenza umana, senza questa vocazione all’amore più grande, quello di chi dona la propria vita, come sarebbe possibile stare insieme? Come sarebbe possibile esercitare la carità? Come sarebbe possibile lasciarsi stringere da un legame, da un patto sociale nel quale il destino dell’altro diventa il mio destino?

La testimonianza della nobiltà umana diventa così anche la condizione di una vera socialità. In questi giorni vediamo quanto sia importante riscoprire la ragione fondamentale per cui stiamo insieme, per cui ci leghiamo agli altri in un unico destino, anziché disgregare questi legami in nome di qualche disagio. Chi consegna la propria vita a Dio, come san Saturnino, confidando in Lui, gli rimette anche l’utilità della propria esistenza. Perché è Dio, come ricordava Romano Guardini, a inserire il sacrificio del singolo nel grande conto del mondo, dove Egli vuole.

«Dianoia» può essere seguito ogni sabato su Radio Kalaritana alle 7.30, 15.30 e 18, letto sul sito Kalaritana Media e ogni domenica sull’inserto settimanale «Kalaritana Avvenire», disponibile nelle parrocchie e in tutte le edicole della Sardegna.

di Giuseppe Baturi 
+Arcivescovo


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.