Economia

Sardegna ultima per giovani imprese tra criticità e deboli opportunità L'indice Youth Friendly 2025 colloca l'Isola in coda: pesano lavoro e fuga giovani ma reggono i servizi

Il direttivo di Confartigianato Giovani

La Sardegna si conferma una regione poco attrattiva per i giovani imprenditori, posizionandosi all’ultimo posto della classifica nazionale «Youth Friendly 2025» elaborata dall’Ufficio Studi di Confartigianato. Un risultato che fotografa un contesto fragile, dove le opportunità per gli under 35 restano limitate rispetto al resto del Paese. Con un punteggio di 403 punti, l’Isola si colloca ben al di sotto della media italiana, evidenziando un divario strutturale che investe lavoro, istruzione e sistema produttivo.

A pesare è soprattutto il pilastro legato all’occupazione giovanile, dove la Sardegna si ferma all’ultimo posto con appena 267 punti. Criticità emergono anche nella vitalità del sistema produttivo e nel capitale umano, segno di difficoltà nel trattenere e valorizzare le competenze. Migliori, invece, le performance sul fronte della capacità amministrativa e dei servizi, unico ambito in cui la regione mostra segnali positivi.

«L’analisi ci restituisce l’immagine di una regione ancora in equilibrio precario tra fragilità e potenziale – commenta Mattia Urru, Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Sardegna – e indica con chiarezza quali siano le priorità per una reale crescita: lavoro, competenze, credito, servizi e politiche di lungo periodo. Solo rafforzando questi “pilastri” la crescita delle giovani imprese potrà essere un fatto concreto e non l’ennesima scommessa individuale affidata alla buona volontà dei singoli».

«Quando parliamo di giovani, di nuove energie, di passaggio generazionale ma anche di glaciazione demografica – continua Urru – dobbiamo sempre aver ben chiari questi dati che ci dicono come ai giovani sardi non manchino di certo idee, coraggio e spirito imprenditoriale ma solo un contesto che li metta davvero nelle condizioni di crescere: accesso al credito, formazione mirata, meno burocrazia e servizi adeguati. Rimanere nel proprio territorio significa trasformare una scelta difficile in una scelta di valore».

Anche a livello provinciale emergono squilibri: Nuoro risulta la più dinamica, mentre Cagliari resta in fondo alla classifica. Il quadro complessivo restituisce un’Isola divisa e in difficoltà, ma con margini di rilancio che passano dal rafforzamento delle politiche per i giovani e dal sostegno concreto all’impresa.


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