
Si terrà il prossimo 16 maggio a Cagliari un convegno dedicato a un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: «Immagine, identità e vulnerabilità digitali del minore. Sviluppo dell’identità, accettazione di sé e strategie di prevenzione degli abusi tra diritto, sanità e tecnologia».
L’iniziativa, promossa dal Servizio regionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (SRTM) della Conferenza episcopale sarda, si inserisce in un più ampio percorso di formazione, prevenzione e protezione, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza collettiva su questi temi.
L’appuntamento nasce con un approccio interdisciplinare, mettendo in dialogo diritto, sanità, tecnologia e scienze sociali per affrontare le sfide del mondo digitale.
«I minori oggi vivono esperienze online che sono reali a tutti gli effetti», sottolinea Valeria Aresti, avvocata del Foro di Cagliari e presso il Tribunale apostolico della Rota romana, nonché coordinatrice regionale del Servizio. «Non esiste più una netta distinzione tra vita virtuale e vita reale».
Secondo Aresti, le dinamiche digitali — dalle pressioni sociali alla logica degli algoritmi, fino ai meccanismi di esposizione e confronto continuo — incidono sulla costruzione dell’identità e sul benessere psicologico dei più giovani, rendendo necessario un intervento educativo e preventivo sempre più strutturato.
Il convegno si svolgerà dalle 9.15 alle 13 nell’Aula “Aldo Marongiu” dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, in piazza Repubblica 1. Al centro del dibattito vi saranno temi come l’accettazione di sé, l’uso consapevole dei social media, le dipendenze digitali e le diverse forme di violenza online, con un focus specifico sulle strategie di prevenzione e tutela.
Particolare attenzione sarà riservata al ruolo degli adulti — famiglie, scuole, istituzioni e comunità educanti — chiamati a garantire un ambiente digitale più sicuro, inclusivo e consapevole.
L’iniziativa riflette l’impegno della Chiesa sarda nella protezione dei minori, attraverso una rete di servizi diocesani che offrono accoglienza, orientamento e supporto alle vittime o a chi segnala situazioni di rischio.
Si tratta di un impegno che è prima di tutto educativo e pastorale: «Vogliamo aiutare i ragazzi a riconoscere il proprio valore, promuovere relazioni rispettose e contrastare ogni forma di abuso, manipolazione e violenza».
Il tema si inserisce anche nel solco del richiamo di Papa Leone XIV a un uso etico e responsabile delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, strumenti che — se ben utilizzati — possono rappresentare importanti opportunità di crescita e sviluppo.
Nel corso della mattinata interverranno esperti di diversi ambiti, tra cui il sociologo Marco Pitzalis dell’Università di Cagliari, l’informatico Gian Luca Marcialis, direttore del centro di ricerca BullyBuster, il neuropsichiatra Stefano Vicari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e la procuratrice per i Minorenni di Sassari, Luisella Fenu.
Obiettivo dell’incontro è costruire una rete efficace e multidisciplinare, capace di fornire strumenti operativi concreti e rafforzare la cultura della prevenzione.
«Il digitale non è un nemico — conclude Aresti — ma uno spazio di opportunità che richiede consapevolezza, responsabilità e accompagnamento».
Il convegno rappresenta il primo appuntamento di un percorso più ampio e strutturato: ulteriori incontri sono già in programma nei prossimi mesi in tutta la Sardegna, con l’intento di rafforzare il dialogo tra istituzioni, professionisti e comunità e di costruire, nel tempo, un sistema sempre più efficace di tutela dei minori.
di Maria Chiara Cugusi
pubblicato su Kalaritana Avvenire
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